Napoli, bene Zielinski ma il suo primo allenatore dice: “Troppo umile, deve fare il salto di qualità e diventare top”

Napoli, bene Zielinski ma il suo primo allenatore dice: “Troppo umile, deve fare il salto di qualità e diventare top”

Il rinnovo di Zielinski, il parere del suo scopritore

di Redazione DDD

Il Napoli ha ufficializzato il rinnovo contrattuale di Piotr Zielinski fino al 30 giugno 2024. La carriera della mezzala polacca, 26 anni, proseguirà quindi ancora nel capoluogo campano. Per parlare del giocatore, Europa Calcio ha contattato Pawel Karmelita, vice allenatore dello Zaglebie Lubin e tecnico dei Zielinski ai tempi in cui il centrocampista del Napoli militava nelle giovanili della stessa società di Lubin, città a ovest della Polonia: “Sono molto contento che lui e la società siano arrivati a questo importante accordo, e in termini che ritengo interessanti per entrambe le parti. Il Napoli ha mostrato molta fiducia in Piotr e nutre in lui grandi aspettative, anche in termini di leader. So che Piotr sta molto bene a Napoli, unendo tutti questi fattori il rinnovo è stata la soluzione migliore“.

Piotr Zielinski a luglio contro il Sassuolo

Più in generale, come valuta queste quattro stagioni a Napoli di Zielinski? “Li ritengo quattro anni preziosi e fruttuosi, che gli hanno permesso di guardare positivamente al suo futuro. Se Piotr credesse di più nelle sue potenzialità, sarebbe un giocatore da top club europeo? Sono molto contento che pensino così, è la conferma che Piotr è un giocatore con un grandissimo potenziale. Lui è certamente consapevole delle cose in cui deve migliorare, e so bene che quello mentale è un aspetto sul quale lavora sistematicamente. Sono convinto che diventerà uno dei migliori centrocampisti europei“.

Lei lo ha allenato alle giovanili del Lubin. Quale fu la sua prima impressione? “Conoscevo Piotr da prima ed ero consapevole che fosse un ragazzino con un grandissimo potenziale. Fin dall’inizio rimasi impressionato dal suo senso di gioco. Per lui il calcio era un gioco facilissimo. Mi chiedevo fino a quale livello sarebbe arrivato, e al contempo ero molto attento perché temevo di rovinare un talento come il suo. A volte bastano pochi errori. Quando parlo di lui con alcuni suoi vecchi compagni del Lubin, diciamo sempre che – nonostante la carriera e i risultati ottenuti – nei rapporti con le persone ha sempre conservato normalità e umiltà. Quanto alle cose in cui dovrebbe migliorare, lascio la parola a Gattuso e al resto dello staff tecnico del Napoli, lo sapranno sicuramente meglio di me“.

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