"Fuori dalla norma, per lo più nell'espressione cose turche, relativa a cose che scandalizzano la morale corrente. Sinonimi: dell'altro mondo, incredibile, indescrivibile, pazzesco, pazzo, straordinario" (Treccani). Il match Galatasaray-Juventus è stato degno delle peculiarità semantiche del luogo ospitante. Ad Istanbul è andato in scena un vero e proprio affronto alla morale e alla Storia, in un modo eclatante e totalmente inaspettato.
DEBACLE
Nella notte dei fantasmi, Spalletti vede i mostri: il Galatasaray umilia la Juventus in uno storico 5-2

ISTANBUL, TURCHIA - 17 FEBBRAIO: Giocatori della Juventus durante la partita di andata dei play-off a eliminazione diretta della UEFA Champions League 2025/26 tra Galatasaray A.S. e Juventus all'Ali Sami Yen Spor Kompleksi il 17 febbraio 2026 a Istanbul, Turchia. (Foto di Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC tramite Getty Images)

Per i bianconeri, oltre ad una più che probabile eliminazione, arriva una delle sconfitte più pesanti nella propria storia europea (con più rete subite solo la sfida terminata 7-0 nei preliminari contro il Wiener Sport Club nel 1958). Un momento non idilliaco per la squadra di Spalletti, che non vince dalla partita contro il Parma del 1 febbraio. Sconfitte con Atalanta (con eliminazione dalla Coppa Italia) e Inter, più un rocambolesco pareggio con la Lazio. Comprendendo Galatasaray-Juventus, lo score di gol presi è abbastanza spaventoso: 13 reti in sole 4 partite. Spalletti temeva i fantasmi dei suoi ex prediletti Osimhen e Icardi, preoccupandosi meno dei loro compagni e dei propri calciatori. Per la Juventus ora è fondamentale rimettere a posto fisico e mente in vista della delicata sfida con l'ambizioso Como di Fabregas, a soli 5 punti dai piemontesi.
Il Galatasaray, al contrario, si regala una delle notti più belle della propria storia. Una squadra fortemente rinforzata negli ultimi anni, con veri e propri fenomeni nel loro prime della carriera. L'allenatore Buruk ha restituito l'immagine di una rosa sempre più in crescita in ambito europeo, pretendente vera per posti importanti nel percorso di Champions. L'intensità messa in gioco dalla squadra turca ha sorpreso i bianconeri, diventando una delle chiavi fondamentali per conquistarsi l'accesso alla fase finale del tabellone.
Cosa non ha funzionato per Spalletti: il problema italiano
—La Juventus è scesa in campo senza una punta di ruolo, avendo David infortunato e non fidandosi di Openda. In uno strano 4-3-3, la posizione da falso 9 è stata occupata da McKennie e Yildiz (spento e condizionato da una botta iniziale) in differenti fasi della partita. L'elemento di novità è stato senza dubbio Koopmeiners, che ha agito principalmente da mezz'ala dx. La mancanza di una punta vera (avercelo Osimhen...) si è fatta particolarmente notare quando c'era la fase di prima costruzione dell'azione.
Abituata ad una pressione blanda e scoordinata in Serie A, la squadra torinese è pratica nel giocare dal basso senza particolari patemi. Il campionato italiano (eccezion fatta per Inter e Bologna un tempo) non è allenante per le competizioni europee di prima fascia. I 3-5-2 che si rifugiano nel 5-3-2 in blocco basso impoveriscono in maniera decisiva le risposte alle soluzioni tattiche più comuni ed efficaci in Europa.
In Galatasaray-Juventus, i ragazzi di Spalletti sono stati completamente sorpresi e mangiati dal ritmo del Gala. L'intensità dei turchi era forsennata e Di Gregorio si è trovato spesso a lanciare il pallone avanti nel vuoto, senza trovare un riferimento deciso. Inoltre, nelle rare volte in cui si cercava l'uscita palla al piede, sono stati commessi parecchi errori tecnici. Da ricordare il pallone perso da Yildiz su pressione di Osi nell'azione del 1 gol e il passaggio kamikaze di Thuram in occasione del 4 gol.
I pochi guizzi bianconeri in Galatasaray-Juventus
—Se i bianconeri avessero avuto più qualità e più cognizione della gestione del pallone, avrebbero trovato tranquillamente enormi spazi alle spalle della difesa turca. Non è un caso che il 2 gol juventino nasca da una transizione dignitosa, precisa, rapida e verticale. Locatelli dirige, Koopmeiners triangola con McKennie (abile nell'aprire lo spazio all'olandese, anche per via dell'errore di Sanchez) e conclude con un tiro mai visto nei suoi due anni juventini. Le minime azioni incoraggianti della Juventus sono arrivate tutte nella prima frazione di gara e tutte da transizioni offensive giocate con grande velocità di esecuzione e precisione. Dribbling e triangolazioni ad 1 tocco dimostrano una potenzialità ancora latente per Spalletti.

La prestazione del nazionale olandese (autore anche della prime rete) in Galatasaray-Juventus, nonostante dei passaggi a vuoto, è una delle poche note positive della serata e un lumino di speranza per la rinascita dell'ex atalantino. Con un Thuram così poco preciso e incisivo, recuperare Koop diventa fondamentale per il prosieguo della stagione bianconera. McKennie rimane la certezza della squadra piemontese. In un ruolo non suo riesce comunque a toccare i palloni giusti, occupando lo spazio corretto per permettere ai compagni di risalire il campo e creare associazioni.
Il disastro della difesa juventina in Galatasaray-Juventus
—La Juventus è entrata in estrema difficoltà quando il tecnico italiano, all'inizio del 2T, ha sostituito un Cambiaso pericolosamente ammonito per Juan Cabal. Il terzino sinistro colombiano ha fornito una delle prestazioni individuali peggiori di questo 2026. Per correttezza, come concausa della disfatta difensiva della seconda frazione, c'è da sottolineare il preoccupante infortunio subito da Bremer nel 1T. Senza il colosso brasiliano, la difesa juventina traballa prepotentemente. Kelly sembra così regredito ad 1 anno fa (puntualmente scherzato dall'onnipotenza di Osimhen) e Gatti non è semplicemente al livello della storia di un club così prestigioso.
Juan Cabal non è mai più tornato sugli interessanti livelli pre-crociato; mostrati a Verona prima e con Thiago Motta poi. Il terzino ha faticato tremendamente i duelli individuali contro Ylmaz e questa è stata una delle chiavi del match. La non-difesa degli 1vs1 tra ala rapida e di qualità e terzino è un altro difetto strutturale della Serie A. Questi scontri qualitativi sono sempre più poveri in Italia (ad eccellere è rimasto il solo Jesus Rodriguez del Como) e di conseguenza mancano le risposte quando si ripete la situazione in campo europeo, dove di attaccanti esterni forti (da 4-3-3 o 4-2-3-1) se ne incontrano parecchi.
In occasione del provvisorio pareggio turco, Cabal si è prima regalato un tunnel da Ylmaz e sulla respinta del cross ha raddoppiato irrazionalmente Torreira lasciando completamente solo l'esterno turco. Ylmaz ha poi tirato e sulla respinta si è avventato Noa Lang. Sul 3-2 il colombiano ha procurato in maniera goffa la punizione dal limite su cui segnerà di testa Davinson Sanchez. La ciliegina sulla torta è stata l'ingenua espulsione per doppio giallo al 67'. Spalletti ha tolto Cambiaso per paura che prendesse la seconda ammonizione e ironicamente, ad essere mandato sotto la doccia per somma di cartellini, è stato proprio chi l'ha sostituito.
Il simbolo dello strapotere atletico: Victor Osimhen
—La squadra di Buruk ha sorpreso per qualità nell'organizzazione del gioco, ma soprattutto per la grande fame e gli alti ritmi a cui ha costretto l'inadeguata Juventus. Gli ampi spazi lasciati per pressare alta la squadra italiana hanno pagato, essendo stati sfruttati solo in un'unica occasione. Per il resto, l'approccio aggressivo (comunque senza essere il Liverpool di Klopp) è ciò che ha permesso al Gala di vincere piuttosto agilmente la partita.
Aver avuto Victor Osimhen ha radicalmente inciso sull'esito della partita. Il nigeriano è forse il simbolo più evidente delle qualità e potenzialità della rosa. Rimane comunque una sensazione strana vedere una delle top 5/borderline top 3 punte più forti del mondo utilizzare il proprio talento in una squadra che gioca abitualmente in una lega cosiddetta minore. Tuttavia, Victor sembra non aver perso nulla di ciò che lo ha contraddistinto questi anni. Lui sì che sarebbe il 9 perfetto per Luciano Spalletti (ironicamente insieme nell'ultima cinquina perpetrata ai danni dei bianconeri). Una minaccia costante per un'intera difesa, che ha concentrato tutti gli sforzi (vani) nel limitarlo, cercando di coprirgli le linee di passaggio dirette e verticali. Finché c'è stato Bremer in campo, il nigeriano è rimasto "solo" una minaccia aerea (il 9 perfetto per etc...).
Con l'uscita del centrale brasiliano, Osimhen si è scatenato sul povero Kelly, seppur rimanendo a secco di gol. 2 reti (4-2 di Lang e il 5-2 di Boey) nascono dalla rapidità e forza con cui rispettivamente, strappa il pallone all'inglese e lo anticipa in maniera brutale e spietata. Se nel "Giro di Vite" di Henry James non si capisce se i fantasmi esistano davvero o siano solo una proiezione della protagonista, in Galatasaray-Juventus abbiamo visto come per Spalletti essi siano più reali che mai. Il tecnico italiano ha una settimana per capire come ricacciarli nel proprio inconscio.
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