derbyderbyderby editoriali “Alla ricerca dei 90′ perduti”: la prima insurrezione subalterna laziale sull’egemonico Milan del Grande Nord
LA PARTITA STORICA

“Alla ricerca dei 90′ perduti”: la prima insurrezione subalterna laziale sull’egemonico Milan del Grande Nord

Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 
La sfida fra biancocelesti e rossoneri vive all'interno di un conflitto simbolico già dalla sua prima partita ufficiale: dalla teoria gramsciana al caso di calcio scommesse di Pastore, passando per l'eterno ritorno degli episodi arbitrali

Il primo incontro ufficiale del match Lazio-Milan, come spesso accaduto nella storia calcistica italiana, è avvenuto prima della formazione della Serie A. La nascita istituzionale del campionato italiano così denominato, ha le sue radici nel 1929. Tuttavia, grazie alla Carta di Viareggio (1926), era possibile l'esistenza della Divisione Nazionale in cui per la prima volta si potevano scontrare squadre del nord e del sud. Così, per risalire all'origine del match fra gli aquilotti biancocelesti e i diavoli rossoneri bisogna partire dal 1927. Un anno importante per lo sport calcistico nella Capitale italiana: nel '27 avvenne così la fusione tra 4 squadre per creare l'AS Roma, dai colori giallorossi e prodotta da un preciso progetto politico fascista.

Tuttavia, la Lazio era una squadra già ampiamente affermata in quanto nata nel 1900 e grazie all'intervento di Giorgio Vaccaro (ufficiale generale dell'esercito italiano e vicepresidente del club) riuscì a non inserirsi nel progetto romanista. Queste le sue parole: "La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è. Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per gli altri c'erano i tifosi e gli è stata data una squadra da tifare". La squadra biancoceleste viveva così una condizione di doppia subalternità.

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