Due allenatori toscani, generazioni e carriere diverse si ritrovano sulla stessa partita

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Il calcio ha spesso il vizio di nascondere le storie più interessanti dentro quelle che sembrano già scritte. Frosinone-Juventus sarà la prima partita di campionato per due squadre che arrivano alla Serie A da posizioni molto diverse, ma il 23 agosto al Benito Stirpe ci sarà anche un altro incrocio. Massimiliano Alvini e Luciano Spalletti, nati nella stessa provincia toscana, si ritroveranno uno di fronte all’altro. Undici anni di differenza, carriere costruite in epoche diverse e una strada cominciata per entrambi dalla provincia. Fucecchio e Certaldo sono i luoghi da cui tutto è partito. Frosinone e Juventus quelli in cui le loro strade si ritrovano.

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Prima della Serie A c’erano le suole

Nel 2000 Massimiliano Alvini allenava la Ferruzza, una squadra amatoriale di amici nel campionato Uisp. Aveva smesso da pochi mesi di giocare e il calcio, allora, non era ancora il suo mestiere. Di giorno lavorava nell’azienda di famiglia come rappresentante di suole per calzature. Per 22 anni ha tenuto insieme le due vite, fino al 2013, quando ha scelto di dedicarsi completamente al pallone.

La gavetta era già cominciata. Signa, Quarrata, poi il Tuttocuoio. A Ponte a Egola sarebbe rimasto sette stagioni, dal 2008 al 2015, accompagnando il club dalla Promozione fino alla Serie C. In quegli anni Alvini aveva già trasformato la preparazione della partita in una parte quasi quotidiana del proprio lavoro. Dopo la rifinitura, nello spogliatoio, le bottiglie di shampoo e bagnoschiuma diventavano pedine: servivano a spiegare ai giocatori come si sarebbe mosso l’avversario il giorno dopo.

Il campo di provincia, la doccia dopo l’allenamento, le bottiglie utilizzate per disegnare gli schemi. In quelle scene c’era già il modo di intendere il calcio di Alvini, quando la Serie A era ancora lontana e nessuno lo aspettava sui grandi palcoscenici. Poi sono arrivate Pistoiese, AlbinoLeffe, Reggiana, Perugia, Spezia e Cremonese. Nel 2022 la prima esperienza in Serie A, terminata dopo 18 giornate e senza una vittoria. La categoria sarebbe tornata a essere un obiettivo da conquistare, insieme alle delusioni: l’ultima, la retrocessione con il Cosenza nella stagione 2024/25.

L’estate successiva Alvini ha scelto Frosinone. Un anno dopo si è ripreso la Serie A. I ciociari hanno chiuso la Serie B 2025/26 al secondo posto, conquistando la promozione e riportando il tecnico di Fucecchio nel massimo campionato. In mezzo ci sono 840 panchine ufficiali e sei promozioni. Numeri che stanno dentro una storia cominciata molto prima della Serie A. “Sono stato un folle a lasciare tutto all’improvviso per inseguire il mio sogno”, ha raccontato Alvini ricordando la scelta del 2013. Quel sogno, nel frattempo, è diventato il suo lavoro.

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RIETI, ITALIA - 26 LUGLIO: Massimiliano Alvini del Frosinone allenatore in panchina durante l'amichevole precampionato tra Frosinone v Ascoli allo Stadio Centro d'Italia - Manlio Scopigno il 26 luglio 2026 a Rieti, Italia. (Foto di Image Photo Agency/Getty Images)

Spalletti, da Certaldo a una panchina chiamata Juventus

Quando Alvini guidava la Ferruzza, Luciano Spalletti aveva già iniziato da anni il proprio percorso nel calcio professionistico. Nato a Certaldo il 7 marzo 1959, Spalletti ha chiuso proprio a Empoli la carriera da calciatore nel 1993. La società azzurra gli affidò subito il settore giovanile e, nel finale della stagione 1993/94, la prima squadra: arrivò la salvezza ai play-out. Dal 1995 gli venne affidata stabilmente la panchina dell’Empoli e il tecnico guidò gli azzurri prima alla promozione in Serie B e poi, nella stagione successiva, a quella in Serie A. Nel 1997/98 arrivò anche la salvezza nella massima serie.

Da Empoli la carriera prende velocità: Sampdoria, Venezia, Udinese, Ancona. Poi Roma, Zenit San Pietroburgo, ancora Roma, Inter, Napoli e la Nazionale. Il calcio di provincia resta il punto di partenza di un percorso che lo porta a vincere in Russia, a conquistare lo scudetto con il Napoli nel 2023 e, pochi mesi più tardi, a sedersi sulla panchina dell’Italia.

Nel 2025 è arrivata la Juventus. Spalletti è approdato sulla panchina bianconera il 30 ottobre di quell’anno e nell’aprile 2026 il club ha ufficializzato il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2028. Sono passati più di trent’anni da quel primo incarico a Empoli. Da allora Spalletti ha cambiato città, campionati e Paesi, fino ad arrivare alla Juventus. Al Benito Stirpe ritroverà però un pezzo di quella provincia da cui era partito.

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L'allenatore italiano della Juventus Luciano Spalletti guarda prima della partita di calcio della UEFA Champions League - fase di campionato giorno 4 tra Juventus e Sporting CP allo stadio Allianz di Torino, il 4 novembre 2025. (Foto di Marco BERTORELLO / AFP via Getty Images)

Cremonese-Napoli, il primo incrocio

La prima volta che Alvini e Spalletti si sono affrontati in Serie A è stata il 9 ottobre 2022. Allo stadio Zini, Alvini guidava la Cremonese alla sua prima stagione nel massimo campionato; dall’altra parte c’era il Napoli di Spalletti.

La partita rimase aperta per quasi ottanta minuti. Politano portò avanti il Napoli su rigore al 26’, Dessers pareggiò all’inizio della ripresa e la Cremonese continuò a tenere testa alla capolista. Poi arrivarono Simeone, Lozano e Olivera. Tre reti nel finale, tutte firmate da giocatori entrati dalla panchina, per il 4-1 conclusivo che consegnò al Napoli la vetta solitaria della classifica.

Era il primo incrocio in Serie A tra due percorsi ancora molto diversi. Alvini viveva la sua prima stagione nella massima serie; Spalletti era a pochi mesi dallo scudetto con il Napoli. Quattro anni più tardi, la scena cambia ancora.

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La Toscana torna sulla stessa partita

Il calendario ha messo Frosinone-Juventus alla prima giornata della Serie A 2026/27. Domenica 23 agosto, alle 18:30, Alvini ritroverà la categoria con il Frosinone appena promosso. Di fronte avrà la Juventus di Spalletti, alla sua seconda stagione sulla panchina bianconera.

Alvini ha raccontato così la vigilia: “Non poteva esserci esordio migliore”, ha detto parlando della Juventus. E su Spalletti: “Luciano è un allenatore di altissimo livello e un caro amico”. Poi c’è un dettaglio che porta la partita anche dentro casa sua: uno dei suoi due gemelli, Umberto, tifa Juventus e ha già annunciato che farà il tifo per i bianconeri.

Il loro rapporto dà alla partita una dimensione che va oltre il campo. Le loro carriere hanno preso direzioni molto diverse, ma si sono incrociate più volte lungo il percorso. Prima nei campi e nei circuiti della Toscana, poi in Serie A. Adesso di nuovo, al Benito Stirpe. C’è Alvini, arrivato fin qui passando dai dilettanti, dal lavoro nell’azienda di famiglia e da quegli schemi disegnati con lo shampoo. C’è Spalletti, partito da Empoli e arrivato a vincere in Russia e in Italia, fino alla Nazionale e alla Juventus. Le loro strade sono state lontanissime. Sono partite, però, dalla stessa terra.

Fucecchio e Certaldo non saranno scritti sul tabellone del Benito Stirpe. Saranno rappresentati, però, dai due uomini seduti sulle panchine. Uno arriverà alla prima giornata dopo aver trasformato una passione nata tra i dilettanti in una professione, passando dalle suole per calzature alle panchine della Serie A. L’altro tornerà a guidare la Juventus dopo aver cominciato, più di trent’anni fa, da una panchina di Empoli.

Il 23 agosto sarà Frosinone-Juventus. Il campionato comincerà tra una neopromossa e una delle società più importanti d’Italia. Per qualche ora, però, il Benito Stirpe racconterà anche un’altra partita: quella di due allenatori partiti dalla provincia toscana e arrivati, attraverso strade completamente diverse, allo stesso campo. Fucecchio e Certaldo saranno lontani dal prato. Saranno sulle due panchine.

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