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Champions League

Dortmund-Atalanta, Dea sconfitta in trasferta tra polemiche e bocciature

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Termina 2-0 il primo match di andata dei playoff tra Dortmund e Atalanta. Il discorso qualificazione si complica per la Dea, ma è tutto rimandato al match di ritorno
Gianmarco Inguscio
Gianmarco Inguscio Collaboratore 

Con una protesta dopo l'altra, Niko Kovac festeggia il successo casalingo contro la Dea. Il primo appuntamento tra Dortmund e Atalanta, valido per i playoff di Champions League in vista della qualificazione agli ottavi di finale della competizione, termina 2-0 in favore dei padroni di casa. I tedeschi si rendono protagonisti di un match quasi a senso unico, che ha di fatto infranto le speranze nerazzurre già durante la prima frazione di gioco, grazie ai gol di Guirassy prima e di Beier poi. Ma non è tutto: ai gialloneri proprio non va giù la gestione della terna arbitrale e scaldano gli animi da bordocampo fino al triplice fischio.

Un aspetto che ha indispettito il tecnico dell'Atalanta, Raffaele Palladino, che nel post-match spiega le motivazioni che lo hanno spinto a rifiutare la stretta di mano con il tecnico del Borussia. L'ex allenatore di Monza e Fiorentina esprime tutto il suo disappunto in merito alle insistenti proteste  da bordocampo in direzione della panchina del Dortmund. Vediamo cosa si sono detti i due allenatori al termine della partita.

Le dichiarazioni dei tecnici

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"Non mi piace protestare ma la panchina del Dortmund ha contestato ogni singola decisione arbitrale. Detto ciò, non è successo nulla di grave", incalza Palladino. Il discorso sembra chiudersi qui, ma dall'altra parte Kovac risponde: "Gli volevo stringere la mano, ma non ho capito cosa sia successo. Nel calcio è normale protestare, siamo stati entrambi calciatori". Dunque, la faccenda sembra essersi chiusa così, o almeno per il momento, visto che il 25 febbraio alle 18:45 andrà in scena la gara di ritorno sul manto erboso del "New Balance Arena".

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Dortmund-Atalanta: una sfida di alto livello

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La sensazione è che l'Atalanta abbia patito l'esperienza internazionale della formazione di Kovac. Certo, subire un gol a freddo non aiuta nessuno, figuriamoci in un turno di qualificazione al torneo europeo più ambito. Ci si aspettava una reazione dagli uomini di Palladino che, da quanto emerso finora in campionato, sembrano aver ritrovato la forma e la serenità giusta che uno spogliatoio deve avere, come confermato anche dallo stesso capitano De Roon. Una reazione doveva arrivare soprattutto dal reparto offensivo e non a caso il tecnico ha invocato a Scamacca di dover fare di più.

Tuttavia, se una rondine non fa primavera, neanche una sconfitta rende la Dea una squadra non competitiva. Il primo appuntamento con i tedeschi è stato però un match anonimo da parte dei nerazzurri, che adesso dovranno puntare tutto sulla gara di ritorno dinanzi al proprio pubblico.

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Riflettori puntati sulla gara di ritorno

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Rimontare non è impossibile. Dopotutto, durante il maxi girone di Champions, il Dortmund ha dimostrato che l'attenzione in difesa non è proprio il suo forte, terminando in diciassettesima posizione grazie ai 19 gol realizzati e ai 17 subiti con 11 punti; due in meno dell'Atalanta che si era assicurata la quindicesima posizione. I nerazzurri invece, hanno incassato soltanto 10 gol, realizzandone altrettanti.

Per preparare il prossimo appuntamento bisognerà ripartire da zero: le poche fiammate accennate nel finale non sono bastate per accorciare le distanze e non basteranno neanche per lavorare su alcuni dettagli in vista del match di ritorno. Il discorso qualificazione resta dunque aperto, ma l'approccio e la determinazione dei nerazzurri dovranno fare  la differenza. Giocare la Champions è un sogno a occhi aperti e sarebbe un peccato svegliarsi e ritrovarsi fuori dai giochi.