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Su tanti campi si vedono dei fiocchi di neve cadere dal cielo. Non è Natale, ma per un appassionato di calcio è come se lo fosse. Perché l'ultima giornata della League Phase della Champions League, con 18 partite in contemporanea in giro per l'Europa, è come scartare un regalo. L'abbiamo già provato l'anno scorso e anche quest'anno è stata una montagna russa di emozioni. E questo vale ovviamente anche per l'Inter di Chivu. Per un quarto d'ora i nerazzurri sono stati nella top 8, sognando di saltare l'ostacolo dei playoff. Prima il gol di Joao Pedro al Maradona, poi il vantaggio dello Sporting Lisbona a Bilbao, le speranze nerazzurre sono state riportate alla realtà.
Nonostante questo sali e scendi di emozioni, l'Inter torna a vincere in Europa, su un campo molto difficile come quello del Signal Iduna Park di Dortmund. Nel suo fortino, il Borussia ha perso una partita nelle ultime 21 sfide europee.
Per l'Inter di Chivu l'avvio non è semplice: l'ambiente e il Borussia spingono forte, travolgendo sul ritmo i nerazzurri. Tempo un quarto d'ora e l'Inter trova le giuste contromisure, risalendo il campo e creando qualche timida occasione. Nel secondo tempo il Borussia ripete il grande approccio, ma l'Inter si fa trovare pronta e non soffre quasi nulla. La partita è fatta di duelli, con tanta intensità e poca pulizia tecnica. Ne esce fuori una partita molto bloccata, senza grandi occasioni ne da una parte ne dall'altra. Serve una giocata, quasi una magia: Dimarco pennella su punizione e all'80' l'Inter va in vantaggio. Fino alla fine il Borussia spinge, ma non crea nulla di pericoloso. Al 94', dopo vari contrasti e una percussione coraggiosa, Diouf spiazza Kobel e chiude ogni discorso.
Poi l'unica speranza di Chivu è sugli altri campi, da cui però non arriva nessuno sviluppo positivo. L'Inter chiude la League Phase al 10° posto, a un punto dalla top 8: il punto perso, tra Atletico Madrid e Liverpool, alla fine pesa come un macigno. Adesso, per i nerazzurri, è tempo di attesa per sorteggio di venerdì: ai playoff il gelo di Bodø o l'inferno di Mou.
Per il Dortmund, sono poche le buone notizie: la squadra di Kovac è in emergenza totale in difesa, nonostante il buon debutto di Manè. Il difensore dell'Italia Under21 non ha sfigurato nel duello con Bonny e Thuram. Davanti, il Borussia è un po' spento. Apparte un inizio arrembante, gli uomini offensivi di Kovac non creano quasi nulla: Guirassy lontano parente del giocatore della scorsa stagione, Fàbio Silva non si accende e Adeyemi entra dalla panchina ma non incide.
Chivu sceglie di fare qualche rotazione, probabilmente in vista di Cremona. Confermato Sommer dopo l'errore con il Pisa, quasi mai chiamato in causa. Il trio formato da Akanji-Acerbi-Bisseck ci mette un quarto d'ora a prendere le misure, dopodichè il Dortmund non ha occasioni. Dimarco, capitano, cresce con il passare dei minuti, raggiungendo l'apice della prestazione con la punizione che decide il match. Come dice Del Piero a Sky: "Era da tempo che non si vedeva una punizione calciata così".
Zielinski fa il suo, Sucic un po' sottotono. Mkhitaryan è monumentale: corre avanti indietro, fa interdizione e riparte. E' sempre al punto giusto nel momento giusto. Luis Henrique conferma il trend di crescita e rimane attento in fase difensiva. Ad un certo punto sembra tirare fuori la testa fuori dal guscio: parte con una bella serpentina, ribaltando il campo con velocità. Sprazzi di potenziale, forse un lumicino di speranza in fondo al tunnel per i tifosi nerazzurri. Thuram lotta e combatte, lavorando molto di sponda, Bonny appare poco lucido e non incisivo. Dalla panchina entrano bene Frattesi e Diouf, che trova il gol che chiude il match. Anche Lautaro e Pio Esposito combattono, dando freschezza e lucidità nel finale.
Chivu nel post-partita parla della sfida con la Cremonese, ma non si può non guardare più avanti. Per l'Inter, dal venerdi di Nyon, uscirà certamente una trasferta complessa. La possibilità di dover andare nel gelo di Bodø per sfidare il Bodø/Glimt, affrontando un viaggio anche lungo, non è d'aiuto. Anche in ottica campionato. Altrimenti sarà sfida al grande ex, colui che ha portato l'Inter a vincere la Champions League: le insidie nello sfidare Mou sono tante, chiedere conferma alla parte Blanca di Madrid.
Rimane il rammarico di un punto mancato, per saltare i playoff: voleva dire poter giocare due settimane con un calendario dilatato in campionato, trovando magari la definitiva fuga Scudetto.
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