A Bergamo l'Italia batte l'Irlanda del Nord per 2-0 con le reti di Tonali e Kean. Dall'altra parte del tabellone, la Bosnia compie una gigantesca impresa in Galles e si prende la finale playoff contro gli Azzurri. Martedì alle 20.45, a Zenica, la sfida per l'approdo Mondiale.
MONDIALE
Italia-Irlanda del Nord 2-0: martedì a Zenica ci giochiamo il futuro del calcio italiano

Paura, ansia e tensione
—Chi comincia bene, è a metà dell'opera: vale per il percorso playoff dell'Italia, non di certo per la semifinale con l'Irlanda del Nord. I primi sessanta minuti della New Balance Arena sono pessimi: errori tecnici, poche idee e tanta paura. Al terzo spareggio playoff consecutivo, speravamo di aver capito la lezione, ma il copione sembra essere sempre lo stesso. Per fortuna che arriva il gol di Sandro Tonali, altrimenti i fantasmi della Macedonia sarebbero venuti fuori sempre di più. Perché non dobbiamo nasconderci: di paura ne abbiamo avuta tutti, chi a casa, chi in tribuna, chi in campo. Nonostante la modesta Irlanda del Nord, che ha ZERO giocatori nella prima serie di un campionato, la tensione ci ha bloccato. E se per un'ora, desolati, credevate nella beffa e nel fattaccio, sappiate che non siete soli.
La prestazione non può essere positiva, poche sono le valutazioni dei giocatori sufficienti. Non abbiamo visto una grande Italia, ma al momento è quello che basta. Prendiamo e portiamo a casa qualcosa di concreto: siamo a 90 minuti dal Mondiale. Belli o brutti, ci saranno 3 mesi per fare convocazioni e ribaltare le scelte del gruppo per inventarsi qualcosa. Ma se per andare a un Mondiale dobbiamo accontentarci di un'Italia così, per il momento accontentiamoci. Andare al Mondiale serve a tutti: a chi guarda da casa, agli addetti ai lavori e agli stessi protagonisti sul campo. Sembra che il problema sia sbloccarsi, passare questi maledettissimi playoff per la prima volta: la fiducia di poter fare un grande Mondiale passa dai 90 minuti di Zenica, belli o brutti che siano.
Italia, largo ai giovani e al coraggio
—"Ringrazio Bergamo, a fine primo tempo ci sono stati pochissimi fischi" dice Gattuso nel post partita. Da 3 mesi a questa parte, si è fatto di tutto per abbassare la pressione su questa sfida: il fatto di non giocare a San Siro, non un portafortuna negli ultimi anni della Nazionale, fa capire che di tensione e paura ce n'era da tempo. Che non ci siano stati fischi a fine primo tempo, forse è legato al fatto che un po' tutti ci aspettavamo il peggio. E nella prima ora di gioco, i ragazzi in campo non ci aiutano a pensarla diversamente. Le scelte alla vigilia denotavano un po' di insicurezza: non mettere Pio Esposito e Palestra per mantenere le solidissime gerarchie di Politano e Retegui, sono sintomo che a Coverciano le idee fossero più conservative che aggressive. E se Politano ha fatto una buona partita, regalandoci un ballottaggio con Palestra che può fare solo bene anche per varietà di caratteristiche, il disastro Retegui è stato servito su un piatto freddo. Se al 45esimo gli italiani chiedevano il cambio, figuriamoci dieci minuti dopo con il clamoroso errore davanti al portiere nordirlandese. Sbloccare l'ex Genoa avrebbe aiutato anche le argomentazioni di Gattuso per la sua titolarità, che sono invece crollate di senso.
Clicca sull’immagine qui sotto per accedere al palinsesto live e scoprire tutti gli eventi di Bet365
Ancor di più quando entra Pio Esposito, che dimostra fin da subito di essere in grande serata (come sempre gli capita ultimamente), due categorie sopra a Retegui. Perchè l'Italia è viva, soprattutto nei suoi giovani: Palestra entra molto bene, con giocate che denotano coraggio e determinazione, su cui non c'era nessun dubbio. Pisilli gioca 10 minuti, ma sono un manifesto della Nazionale che vorremmo: corsa, grinta e voglia di spaccare tutto. Anche questi tre ragazzi avranno paura di non poter giocare un Mondiale, ma hanno una voglia che in tanti senatori viene cancellata dalla tensione dell'ennesimo disastro. A Zenica, dove il sistema calcio italiano si gioca il suo futuro, bisognerebbe ricordarsi di questi tre.
L'attitudine di Kean e Tonali, la luce di Pio e Pisilli
—Come detto in precedenza, le scelte di Gattuso alla vigilia non hanno nessuna grande novità. Si è scelta la via del gruppo, la stessa idea che ci ha condannato a Palermo 4 anni fa. Nella speranza di un finale migliore. Donnarumma è solido, ma mai chiamato in causa dagli avversari: unica nota stonata l'errore in un'uscita dal basso in fase di possesso, con palla regalata ai nordirlandesi. Mancini è il più propositivo dei tre dietro, talvolta però con poca qualità. Calafiori non appare al massimo della condizione, anche lui con poche verticalizzazioni e pochi guizzi. Bastoni è fuori ruolo e penalizzato: da centrale non ti può dare la solita qualità in fase di possesso, aggiungendo che non è il più solido dei difensori centrali. Sarà un pensiero per Gattuso da qui a martedì? Locatelli gira marcato a uomo, cambiando di fatto l'idea di partita preparata dagli azzurri. Nel post partita Gattuso racconta che la costruzione a 4 con Locatelli così basso non era prevista, ma è stata una conseguenza della linea alta degli avversari. Barella corre e fa quantità, vincendo diversi contrasti. Il problema rimane ancora l'incertezza tecnica, con alcuni errori talvolta elementari. Tonali scaccia i fantasmi: il pallone del gol poteva essere una roccia, lui la colpisce per quello che è: un viatico verso la porta.

Dimarco viene acceso poco dai compagni: pochi palloni utili, soffre il castello dell'Irlanda del Nord. Encomiabile per i chilometri percorsi. Politano è l'unico che può provare una giocata per rompere le linee difensive nordirlandesi: saranno 2-3 i dribbling riusciti, non abbastanza ma molto rispetto ai compagni. Retegui è in difficoltà: fa poco movimento, quando gli arriva il pallone non è pulitissimo. Per non parlare della grande occasione divorata: rimandato. Kean appare l'unico con un'idea chiara nella prima ora di gioco: provare ad attaccare la profondità alle spalle dei difensori, da sinistra verso destra, per sfruttare i lanci di Barella e Politano. Il gol è un gran gol, tenendo conto del valore degli avversari ma anche del momento storico in cui avviene. Pio Esposito entra bene, benissimo. Mette giù tanti palloni, li pulisce e li rende giocabili: mette la qualità che è mancata per largo tempo all'attacco azzurro. Il ragazzo ha voglia di prendersi la Nazionale, come fatto con l'Inter, e ha i colpi per farlo tranquillamente: la palla in profondità per Kean, messo davanti al portiere, è sublime. Palestra è atteso dai tifosi e ripaga: entra bene, con un controllo al volo che infiamma la New Balance Arena. Gatti, chiamato in causa per un giallo a Bastoni, dà solidità per contrastare le timide offensive finali dell'Irlanda del Nord. Pisilli entra molto bene, come già detto in precedenza. Raspadori senza voto.
Poco da dire, molto da fare: martedì a Zenica ci giochiamo il Mondiale e il futuro del sistema calcio italiano, a cui, in qualunque modo vada, serve una rivoluzione. Tutto passa da noi, tutto dipende dall'Italia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.derbyderbyderby.it/assets/uploads/202512/06034c97cdcd178677bc792bb94e83d0.jpg)
