derbyderbyderby editoriali Juventus e Monaco non si fanno male e accedono entrambe al playoff: allo stadio Louis II vince la noia

CHAMPIONS LEAGUE

Juventus e Monaco non si fanno male e accedono entrambe al playoff: allo stadio Louis II vince la noia

Spalletti Juventus
Nella serata in cui Federico Chiesa e Kolo Muani portano le loro squadre nella top 8 di Champions League, ecco che Openda viene mangiato da Zakaria e Conceiçao inciampa sul pallone: la prestazione di stasera è un invito all'azione per Comolli.
Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

La palma d’oro per la partita meno interessante della serata va a Monaco-Juventus. Entrambe le squadre hanno scelto il percorso più semplice: un pareggio che porta bianconeri e monegaschi alla qualificazione ai playoff di Champions League. I ragazzi di Spalletti diventano così testa di serie, mentre quelli di Pocognoli si assicurano almeno una possibilità di giocarsi gli ottavi. Per sottolineare la penuria di azioni interessanti, si citano gli xG del match che sono stati minimi (0.50 vs 0.17) e il fatto che i bianconeri non abbiano tirato in porta nemmeno una volta.

La Juventus chiude in maniera blanda una prima fase di Champions altalenante. La partita è stata chiaramente condizionata dal massiccio utilizzo delle seconde linee da parte di Spalletti, in vista di una maggiore gestione delle energie fisiche e mentali. Per i bianconeri nel futuro ci sarà o il Club Brugge che ha eliminato RDZ o il Galatasaray di Osimhen. In caso di passaggio del turno ecco un'inglese fra Liverpool e Tottenham, le due squadre che custodiscono gli obiettivi cercati in questo mercato dalla Juve: gli ex Chiesa e Kolo Muani, entrambi in gol questa serata. Chissà che almeno uno dei due riesca a riprendere l'aereo per Torino nei prossimi giorni, Spalletti ne avrebbe disperatamente bisogno.

Il Monaco invece riprende fiducia dopo una prima metà di stagione terrificante, segnata dall'esonero di Hütter e dai molteplici risultati senza vittoria. La solidità mostrata nella serata di stasera apre degli spiragli positivi sul resto della stagione. L'unica pecca evidente è la mancanza di incisività negli ultimi 30 m, dove si rimpiange la grande occasione a porta spalancata sprecata da Akliouche dopo pochi minuti di gioco. La prossima avversaria dei monegaschi sarà o il PSG in un acceso derby nazionale o l'ambizioso Newcastle.

Le riserve bianconere hanno faticato in Monaco-Juventus

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Luciano Spalletti aveva già accennato in conferenza stampa che, per il match di Champions League, la formazione dei piemontesi avrebbe subito modifiche. La porta è stata infatti difesa da Perin, che ha giocato un match in chiaroscuro: dai palloni persi sanguinosamente in costruzione ai grandi riflessi (0.75 gol prevenuti). In difesa Cabal ha fatto le veci di Cambiaso, non convincendo in nessuna delle due fasi. Un'occasione persa per mettere in discussione la titolarità di sx per il futuro. Koopmeiners a centrocampo è stato un fantasma, la differenza col capitano Locatelli ha pesato molto nello sviluppo della manovra juventina. Non c'erano tempi dettati e passaggi ripuliti, così come non veniva mai presa la responsabilità di abbassarsi fra i centrali per iniziare l'azione.

In fase offensiva Miretti ha palesato ancora difficoltà nel giocare partite sporche, rimanendo evanescente. Anche in questa caso, la mancanza di Yildiz ha pesato in maniera decisiva sulla rifinitura juventina. L'ultima modifica riguardava Openda, ormai messo da parte da Spalletti. Il belga ha giocato un match di grande volontà ma poca sostanza, sempre impegnato in un duello costante con l'ex Zakaria. I suoi movimenti in profondità erano dettati con grande precisione ma la messa in pratica (per demeriti dei compagni e anche suoi) è risultata essere insoddisfacente. Anche il subentro dei titolari non ha cambiato la situazione, mettendo in luce un atteggiamento generale di poca concentrazione verso la sfida. Il mister così ha ottenuto le risposte che necessitava. Una Juventus senza colonna vertebrale (Cambiaso, Locatelli, Yildiz e David) non può funzionare, peccando parecchio nello sviluppo di azioni fluide e rapide.

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Lo strumento principale con cui i bianconeri hanno deciso di affrontare Monaco-Juventus è stato il passaggio in profondità, ricercando i tagli di Openda e McKennie. Proprio lo statunitense, insieme a Bremer, Kalulu, Kelly e Thuram ha mostrato una certa stanchezza fisica. Tanti passaggi errati, sia in fase di costruzione (il centrale inglese) sia nello sviluppo a cercare associazioni (McKennie). Il centrocampista francese non ha sfruttato le sue doti di rottura e di carrying e Bremer è apparso in grande difficoltà contro Balogun, che gli è sfuggito e lo ha saltato spesso (come in occasione del gol annullato). Chico Conceiçao invece sembra ancora palesare una mancanza grave di forma fisica, non saltando mai l'uomo, perdendo tanti palloni banali e sbagliando tanti stop elementari.