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Dopo Cremona, l'Inter domina al Mapei e travolge il Sassuolo. Chivu e i suoi non lasciano scampo alla squadra di Grosso, imponendosi con una manita che vale la fuga in classifica. I nerazzurri sbloccano la gara già all'11' con un'incornata imperiosa di Bisseck; alla mezz'ora firma il 2-0 Thuram, sfruttando al meglio il dominio territoriale. La ripresa è un monologo nerazzurro, agevolato anche dall'espulsione di Matic: vanno a segno anche capitan Lautaro, Akanji e nel finale la gioia per Luis Henrique. Da sottolineare la grande occasione di Konè dopo 50 secondi, fermato da un miracolo intervento di Dimarco. L'esterno nerazzurro conferma lo strepitoso stato di forma, con tre assist e il premio di migliore in campo. L'Inter prepara nel migliore dei modi la sfida con la Juventus di sabato 14, lanciando un forte segnale al Milan.
L'Inter si conferma un meccanismo offensivo perfetto, collezionando la settima partita consecutiva con un minimo di tre reti realizzate. Forte del miglior attacco del campionato (57 gol) e di una produzione di occasioni senza rivali, la squadra non ha smesso di macinare gioco nemmeno sul 4-0, sfiorando il gol con un palo di Thuram e totalizzando 2.59 expected goals. Un’orchestra che suona a memoria e non risente delle pesanti assenze di Barella, Calhanoglu e Dumfries, diretta da uno Zielinski trasformato dalla cura Chivu: il polacco ha giocato da leader assoluto, scendendo in difesa per impostare e regalando lampi di classe.
Il Sassuolo ha provato a pungere solo nei primi cinque minuti con Pinamonti e Koné — fermato da un salvataggio decisivo di schiena di Dimarco a porta sguarnita — e con una rete annullata per centimetri. Scampato il pericolo, e con un secondo tempo di totale inoperosità per Sommer, i nerazzurri hanno dilagato contro un avversario che, pur vantando una classifica tranquilla (29 punti, +11 sulla retrocessione), ha deluso le aspettative. Ora l'attenzione si sposta al 18 febbraio: Milan-Como dirà se il vantaggio in vetta resterà saldo a otto lunghezze.
Se l'avvio aveva fatto sperare in una serata diversa, con Koné e Pinamonti capaci di spaventare la retroguardia nerazzurra nei primissimi minuti, la prestazione della squadra emiliana si è sgretolata alla distanza. Tra i pali Muric ha provato a limitare il passivo con un paio di interventi decisivi, rendendosi però colpevole su almeno due gol con il solito atteggiamento molto rischioso, abbandonato anche da una difesa apparsa spesso in balia delle verticalizzazioni avversarie.
La vera sliding door del match è stata la rete annullata a Thorstvedt, arrivata al termine di una bella combinazione che aveva visto protagonisti Laurienté e una rovesciata di Berardi, vanificata però dal Var. Nella ripresa, il nulla o quasi: la squadra si è spenta definitivamente, complice anche l'espulsione di Matic che ha lasciato i neroverdi in inferiorità numerica, aprendo autostrade per la goleada dell'Inter. Una prova da dimenticare per gli uomini di Grosso, salvata però da una classifica che resta tranquilla nonostante il pesante passivo.
Se il collettivo ha brillato, le individualità sono state accecanti in questo 5-0 che sa di prova di forza definitiva. La copertina spetta di diritto a Federico Dimarco, autentico MVP e "uomo ovunque": non solo ha servito ben tre assist, ma è stato decisivo anche in difesa con un salvataggio sulla linea su Koné all'inizio del match che ha impedito lo svantaggio. In attacco, la coppia Thu-La ha risposto presente: Marcus Thuram ha ritrovato il gol e colpito un legno, mentre Lautaro Martinez, con la rete del momentaneo 3-0, ha scritto una nuova pagina di storia raggiungendo la leggenda Roberto Boninsegna al terzo posto dei marcatori all-time del club (171 reti).
A centrocampo, Piotr Zielinski ha diretto l'orchestra con la calma di un veterano, facendo dimenticare ancora una volta l'assenza di Calhanoglu e agendo da metronomo lucido. Sorrisi anche dalla difesa, dove Yann Bisseck ha sbloccato la gara di testa (pur soffrendo inizialmente l'agilità di Laurientè) e Manuel Akanji ha partecipato alla festa del gol insieme a Luis Henrique: chissà che per l'esterno brasiliano non sia arrivata la scintilla definitiva, accompagnat0 da un'ottima prestazione in quel di Reggio Emilia.
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