Una nuova contesa internazionale che vede coinvolti in primis Stati Uniti d'America, Israele e Iran ha capitalizzato le attenzioni nelle ultime ore. Donald Trump non ha mai nascosto negli ultimi tempi di voler far cadere il regime dell'ayatollah Khamenei a Teheran. Inoltre l'intero sistema missilistico iraniano, così come la disponibilità dell'Uranio rappresenterebbero per l'Occidente grosse preoccupazioni.
BOMBARDAMENTI
Roberto Mancini e le bombe cadute su Doha: “Eravamo a messa e abbiamo sentito l’alert”

Con le vie diplomatiche fallite, si passa agli armamenti. Di mezzo, tuttavia, ci finiscono semplici persone e anche alcuni VIP italiani che si trovano nel Golfo Persico per turismo, lavoro o residenza. Roberto Mancini, ex CT della Nazionale, ha vissuto sulla sua pelle cosa significhi rischiare la vita anche solo andando a messa.

Mancini sull'attacco: "Ci hanno detto di non muoverci"
—Oggi Roberto Mancini allena l'Al Sadd che ha sede nella capitale del Qatar, a Doha. È stato il TG1 a intervistarlo, dopo che fino alla mattinata di ieri il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva escluso che degli italiani fossero rimasti coinvolti gravemente dall'attacco.
"Ha iniziato a suonare l'allarme del mio cellulare con la scritta in arabo. Sono arrivati cinque o sei messaggi. Poco dopo sono iniziate le esplosioni. Noi eravamo a messa quando sono arrivati gli alert, mentre eravamo in chiesa. Dicevano di tornare subito a casa e di non muoversi da lì".
In una storia su Instagram ha ripubblicato dei video nei quali si vedono e odono i razzi striscianti nei cieli dei Paesi del Golfo.
La speranza nella diplomazia di Mancini
—Roberto Mancini ha raccontato soprattutto di aver avuto bisogno di rassicurare la mamma: "Mi ha chiamato mia mamma, era preoccupata. Le ho detto di stare tranquilla, almeno per il momento".
Preoccupato, ma con toni formalmente distesi; Mancini non ha mancato di rivelare che si sarebbe atteso maggiore diplomazia, pur di evitare si arrivasse all'acceso scontro: "Visto il dispiegamento di forze che c'è qua nel Golfo, pensavamo potesse succedere qualcosa. Speravamo però che la diplomazia potesse riuscire a fare qualcosa. Speriamo bene". Dunque Qatar, Emirati Arabi, Bahrein, Kuwait non vengono affatto risparmiati e il clima rimane di fortissime tensioni.
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