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BOMBARDAMENTI

Roberto Mancini e le bombe cadute su Doha: “Eravamo a messa e abbiamo sentito l’alert”

Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 
Roberto Mancini, ex Commissario Tecnico della Nazionale, ha spiegato al TG1 come ha vissuto il momento dell'attacco
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Una nuova contesa internazionale che vede coinvolti in primis Stati Uniti d'America, Israele e Iran ha capitalizzato le attenzioni nelle ultime ore. Donald Trump non ha mai nascosto negli ultimi tempi di voler far cadere il regime dell'ayatollah Khamenei a Teheran. Inoltre l'intero sistema missilistico iraniano, così come la disponibilità dell'Uranio rappresenterebbero per l'Occidente grosse preoccupazioni.

Con le vie diplomatiche fallite, si passa agli armamenti. Di mezzo, tuttavia, ci finiscono semplici persone e anche alcuni VIP italiani che si trovano nel Golfo Persico per turismo, lavoro o residenza. Roberto Mancini, ex CT della Nazionale, ha vissuto sulla sua pelle cosa significhi rischiare la vita anche solo andando a messa.

Mancini sull'attacco: "Ci hanno detto di non muoverci"

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Oggi Roberto Mancini allena l'Al Sadd che ha sede nella capitale del Qatar, a Doha. È stato il TG1 a intervistarlo, dopo che fino alla mattinata di ieri il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva escluso che degli italiani fossero rimasti coinvolti gravemente dall'attacco.

"Ha iniziato a suonare l'allarme del mio cellulare con la scritta in arabo. Sono arrivati cinque o sei messaggi. Poco dopo sono iniziate le esplosioni. Noi eravamo a messa quando sono arrivati gli alert, mentre eravamo in chiesa. Dicevano di tornare subito a casa e di non muoversi da lì".

In una storia su Instagram ha ripubblicato dei video nei quali si vedono e odono i razzi striscianti nei cieli dei Paesi del Golfo.

La speranza nella diplomazia di Mancini

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Roberto Mancini ha raccontato soprattutto di aver avuto bisogno di rassicurare la mamma: "Mi ha chiamato mia mamma, era preoccupata. Le ho detto di stare tranquilla, almeno per il momento".

Preoccupato, ma con toni formalmente distesi; Mancini non ha mancato di rivelare che si sarebbe atteso maggiore diplomazia, pur di evitare si arrivasse all'acceso scontro: "Visto il dispiegamento di forze che c'è qua nel Golfo, pensavamo potesse succedere qualcosa. Speravamo però che la diplomazia potesse riuscire a fare qualcosa. Speriamo bene". Dunque Qatar, Emirati Arabi, Bahrein, Kuwait non vengono affatto risparmiati e il clima rimane di fortissime tensioni.