Il racconto di uno dei club giallorossi al di fuori dei confini del Belpaese, che rappresenta un punto di ritrovo per romanisti e non in quel di Malaga

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A migliaia di chilometri dall'Olimpico, tra il sole andaluso e il via vai internazionale di una città turistica e universitaria, batte un cuore giallorosso. A Malaga, dove il calcio è spesso sinonimo di spiagge e leggerezza, c'è chi ha trasformato la passione per la Roma in una piccola comunità calorosa e viva. È la storia del Roma Club Malaga, nato quasi per sfida – o forse per nostalgia – da un'idea di Gianluca Mittiga, come ci racconta lui stesso.

Roma Club Malaga (1)

Il fondatore e presidente del club, dopo un'esperienza a Budapest, decide di replicare quel modello anche in Andalusia, trasformando le partite dei giallorossi in momenti di condivisione, all'insegna dell'amicizia. Un'anima familiare che va oltre il calcio: il club non è solo un punto di ritrovo per i tifosi, ma un piccolo mondo in cui la Roma diventa un collante sociale. E dove, tra una partita e una birra scontata, si continua a sognare, senza mai perdere di vista ciò che conta davvero: stare insieme.

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"Da Budapest a Malaga, mi sono detto: 'Perché non replicare quel modello?'"

Com'è nato il club?

"Ho vissuto a Budapest e mi sono avvicinato alla realtà del Roma Club locale, che ho gestito per un anno e mezzo con un amico. Poi ho deciso di trasferirmi qui a Malaga nel 2020 e, complice la noia e la solitudine durante le partite, mi sono detto 'se ha funzionato a Budapest, non vedo perché non debba funzionare a Malaga'. Ho aperto una pagina Facebook dedicata e tutto il resto è venuto da sé. Abbiamo un accordo di partnership con un bar, che ci ospita per vedere le partite, con tanto di audio, e ci riserva il nostro posto. In cambio, noi gli portiamo gente, che può accedere a sconti sulle bevande. Anno dopo anno stiamo crescendo sempre di più: ad esempio, quest'anno abbiamo fatto la bellezza di 175-180 tessere".

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Un club che va oltre il semplice tifo

E prosegue: "Non mi sarei mai aspettato di arrivare a questi numeri. Poi è vero, noi rinnoviamo ogni anno e qui vengono anche tanti turisti. Quindi lo zoccolo duro di quelli che sono sempre presenti è composto da una trentina di persone. Abbiamo creato una realtà familiare, in cui vigono il rispetto e l'educazione. Vengono a vedere le partite anche persone che magari tifano per altre squadre e fanno la tessera soltanto per sostenere la nostra realtà. In questo senso, ci danno una grossa mano perché abbiamo adottato una cagnona di quattordici anni e parte dei proventi ci servono per potercene occupare. Era di un nostro iscritto che purtroppo è mancato e, vista l'età, non l'avrebbe adottata nessuno. Quindi abbiamo deciso di farcene carico noi".

"Ormai siamo un vera istituzione qui a Malaga, vengono a vedere le partite anche persone che non tifano Roma"

Se una persona volesse tesserarsi, che ambiente troverebbe?

"Un ambiente familiare, di amici. Persone che guardano una partita di calcio tutte insieme. Ogni partita, che si vinca o che si perda, ci dobbiamo fare una foto tutti insieme. Ormai é una tradizione. In più, sono vietate le provocazioni e le bestemmie. É un ambiente in cui vengono anche famiglie e bambini. Di tanto in tanto poi organizziamo pizzate, uscite e partitelle".

Qual è il vostro tipo di associato?

"Noi raccogliamo un po' tutti. Il nostro Roma Club é diventato un'istituzione qui a Malaga, ormai é piuttosto conosciuto. Complici anche i rapporti con i vari locali. Poi a Malaga il meteo aiuta, ci sono sempre un sacco di persone in giro. Inoltre, é una città universitaria e c'è un bel ricambio di studenti Erasmus. Si creano storie, connessioni: é davvero piacevole".

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Il rito della foto di gruppo, partita dopo partita

Riuscite ad organizzare delle trasferte?

"Per il momento non lo abbiamo mai fatto, perché non ne abbiamo mai sentito il bisogno. Poi cerchiamo di facilitare i singoli tifosi che hanno il piacere di andare a seguire delle partite dal vivo. Siamo riusciti a far portare il nostro striscione allo stadio e sono molto contento di questo. Ormai la nostra abitudine é di ritrovarci al bar e di goderci la Roma così: in un ambiente caloroso e in mezzo a persone con cui potersi fare una bella bevuta (scontata)".

Secondo te, che ruolo svolgono i Roma Club?"I Roma Club svolgono un ruolo importante, a maggior ragione all'estero. Ormai chiunque può vedere una partita dal proprio telefono, ma vederla in compagnia é un lusso non da poco. Per me questo é il vero ruolo di un Roma Club come il nostro. Anche qui a Malaga sono passate 175 persone, vuol dire che la Roma piace ed è seguita. Nonostante il nostro club non abbia niente a che fare con l'AS Roma, né con alcuna associazione, perché non ne vediamo l'ultilità. Il nostro club é di tutti ed è ciò che mi fa più piacere. Ad esempio, in questo momento mi trovo a Jerez de la Frontera ed è la prima partita che salto, ma gli altri si sono ritrovati comunque per vedere la partita. C'è chi si é fatto carico di organizzare la serata, al bar ormai ci conoscono. É diventata la normalità".

"La finale di Conference il momento più bello. Ci piacerebbe incontrare Zaragoza"

Qual è la partita della Roma che avete vissuto tutti insieme e vi ha emozionato di più?

"La finale di Conference é stata davvero bella da vivere tutti insieme, con tutti i festeggiamenti dopo il fischio finale. Poi menzionerei anche la finale col Siviglia, anche se purtroppo non è andata come speravamo. Ne abbiamo vissute di belle".

C'è un giocatore della Roma, attuale o del passato, in cui vi identificate?

"Il problema é che i tifosi della Roma passano dal santificare un giocare al gridargliene di tutti i colori perché sbaglia una partita. Credevamo tanto in Dybala, ma poi ha passato più tempo in infermeria che altro. Invece, Mancini é sempre stato un giocatore di riferimento, da quando é arrivato alla Roma. Un po' l'opposto di quanto accaduto con Cristante. É ovvio che Totti e De Rossi sono lassù, inarrivabili. Non c'è una partita in cui non venga menzionato il Capitano. Però non abbiamo un vero e proprio giocatore che ci rappresenti come club".

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Una vera e propria famiglia giallorossa

Se ci fosse la possibilità chi invitereste a venire da voi del mondo Roma?

"Ho provato a chiamare più volte Christian Panucci, avendo il numero, perché lui ha la casa a Marbella. Purtroppo non é riuscito a venire, anche se é sempre stato educato e ci ha mandato pure un video. Se potessimo organizzarci con il grande Francesco Totti, di sicuro sarebbe un grandissimo onore. Vederlo apparire in carne ed ossa sarebbe un vero sogno. Ci sono tanti giocatori che sono entrati nel cuore di noi romanisti, vedi Nainggolan. Poi adesso abbiamo un giocatore malagueño che gioca nella Roma (Zaragoza), quindi prima o poi lo vedremo passare e proveremo a fermarlo".

Qual è il sogno che hai per il vostro Roma Club?

"Il nostro Roma Club avrebbe tanto bisogno di una sede. Vorremmo avere un luogo tutto nostro, senza il bisogno di chiedere permessi ad altri. Poi il mio auspicio é di continuare il percorso che abbiamo iniziato, crescendo sempre di più e divertendoci tutti insieme. Ma sì, il sogno più grande é di aprire il vero Roma Club Malaga, con la propria sede".

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