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UN DERBY INFINITO

IL DERBY DELLA SETTIMANA – La Juve, la Champions e altri problemi

TURIN, ITALY - OCTOBER 28: Andrea Agnelli president of Juventus looks on before the UEFA Champions League Group G stage match between Juventus and FC Barcelona at Juventus Stadium on October 28, 2020 in Turin, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

La Juventus viene eliminata agli ottavi di finale di Champions League per il secondo anno consecutivo: è un derby con le proprie ambizioni

Consuelo Motta

L’eliminazione della Champions League per mano del Porto di Conceicao lascia l’amaro in bocca a milioni di tifosi della Juventus, ma ancor più dell’amarezza, lascia tante domande in sospeso, domande alle quali non è possibile rispondere, almeno per il momento (per esempio, cosa ne sarà di noi?).

La relazione tra la squadra bianconera e la coppa dalle grandi orecchie rimane complessa, inespressa e anche ormai noiosa. Un continuo loop di episodi di Beep Beep e Willy il Coyote. Ma, ahimé, la fine è sempre la stessa: i piani della Juventus non si sono mai rivelati efficaci, anzi le bombe le sono sempre esplose sotto i piedi.

Errori tecnici? Errori arbitrali? Sfortuna? Le argomentazioni a cui appigliarsi sono ben diverse: la squadra di Pirlo non è riuscita a chiudere una gara in superiorità numerica contro un avversario terribilmente mediocre, ma ben compattato. Un Pepe sempre attento, un Sergio Oliveira sugli scudi e un sontuoso Corona sono stati i soli ad aver portato avanti la baracca portoghese. Il risultato dell’andata (2-1 a Oporto) era anche favorevole, un gol in casa e sarebbero arrivati i quarti di finale. I gol sono arrivati, ma la palla è andata anche a finire spesso nella rete che Szczesny ha cercato invano e goffamente di proteggere.

 I derby della settimana nella rubrica di Consuelo Motta

Idee blande, marziani che scalano a ranghi terrestri (ma non a livello di ingaggio), poca coesione e poco feeling con l’Europa, nonostante la permanenza anche imponente della Juventus di Massimiliano Allegri negli anni passati.

Non c’è molto altro da dire. Se è vero che le giustificazioni vanno messe da parte è anche vero che, sin dall’inizio di questa stagione, una cosa si era capita: la Juventus ha iniziato un nuovo ciclo con Andrea Pirlo, e il presidente Agnelli difenderà la sua scelta di rinnovamento (o la sua scelta low cost?) #finoallafine.

Un nuovo cammino di luce e speranza è possibile? La fretta è una cattiva consigliera, la pazienza la virtù dei forti. Chiudo quindi questa simpatica serie di luoghi comuni con un appunto dedicato a tutti i tifosi bianconeri: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” ultimo verso dell’Inferno di Dante Alighieri.

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