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TACKLE DURO – Il derby dei media su Fonseca e Leao

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L’attaccante del Milan è rimasto in panchina a guardare i suoi compagni battere l’Udinese, dopo lo scontro con l’allenatore è a un bivio: chiedere scusa o fuggire
Redazione Derby Derby Derby

a cura di Roberto Dupplicato -

Rischia di essere ricordato più nel mondo della musica che in quello del calcio, se continua così Rafa Leao può essere l’ennesimo calciatore dal potenziale incredibile ma che di trofei pesanti, di squadra e individuale, alla fine non ne alza. Lo scontro con Fonseca è cominciato presto ma in questi ultimi 7 giorni è deflagrato anche mediaticamente in Portogallo, col giocare del Milan che dopo le due buone partite con la Nazionale ha lanciato una frecciata a Fonseca.

Nel mondo del calcio succede spesso

Quando un calciatore va in nazionale polemizza a distanza e poi dice che i giornalisti, italiani nel nostro caso, non hanno tradotto a dovere: stavolta nessun pericolo di finire Lost in Translation, visto che parlano la stessa lingua. Dire “Mi sento massimo livello. Quando sono qui sento il sostegno di tutti. Anche l’allenatore ha molta fiducia in me e questo è fondamentale per il mio gioco” è un attacco all’allenatore del tuo club, e non si fa.

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Già c’era stata la scena di Lazio-Milan con lui e Theo Hernandez ai lati del campo mentre tutti i loro compagni di squadra erano accanto all’allenatore per il cooling break: ma anche stavolta il gesto non è stato solo contro l’allenatore ma contro tutto il gruppo. Che poi ti molla, perché puoi essere pure fortissimo ma se sei un solista in uno sport di squadra non servi a nulla. Ci rifletta, Rafa, non ha ancora scritto la storia e continuando così difficilmente la scriverà.

Come se non bastasse Fabio Caressa al club di Sky ha anche mostrato come negli ultimi due anni Leao non abbia avuto più un rendimento da grande giocatore: livelli in calo di pressione portata, palloni stoppati agli avversari, cala la linea realizzativa, è dietro nella classifica dei metri percorsi sotto e sopra i 20 KM/H. Caressa ha fatto notare come il portoghese numero 10 sia passato da capitano a panchinaro, un po’ come Icardi, ma senza la società a supportarlo.

Nel frattempo il Milan è già in modalità ultima spiaggia in Champions e allora Fonseca stasera col Bruges schiera entrambi i “narcisi” del Milan. Forse superbi ma anche forti, ma stavolta Fonseca ha convinto il gruppo che ha battuto l’Udinese in 10 dando tutto in campo anche per l’orgoglio di non avere accanto Rafa, e Fonseca, che resta in bilico, ha fatto vedere a tutti a cosa serva un allenatore. Bravo!

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