ORA IL GIOCO SI FA DURO

TACKLE DURO – Il derby dei media sull’Italia di Spalletti

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Due partite da piangere ci portano agli ottavi con l’ultimo tiro della disperazione: alla fine ridiamo noi mentre piange la Croazia ma in due partite solo un tiro in porta e ora attenti, essere eliminati dalla Svizzera sarebbe un'onta storica.
Redazione Derby Derby Derby

di Roberto Dupplicato

Zaccagni segna il gol più importante della sua vita dopo una percussione di Calafiori. L’ex Roma salterà gli ottavi perché si era fatto ammonire da diffidato qualche secondo prima, quando i croati ridevano e noi piangevamo, non ancora eliminati ma pronti a fare i calcoli più umilianti di tutti sulle terze qualificate quando noi siamo i campioni in carica e avevamo tre punti dopo una partita, poi siamo riusciti a fare zero tiri in porta in due gare, anzi uno lo abbiamo fatto e Zaccagni, alla Del Piero, ci h portato a Berlino.

Fino a pochi secondi prima stavamo piangendo, ora sogniamo ma i dubbi restano tutti

La Gazzetta parla di “Miracolo”, la qualificazione da Secondi nel girone comunque non fa lievitare i voti in pagella ma certo non si può dimenticare che Gigio para il rigore a Modici e dopo un minuto prendiamo gol perché la nostra difesa dorme. Il blocco Inter finora ha deluso, ma potrà rifarsi bucando Sommer, idolo degli svizzeri. Dimarco pensa più al look che alle prestazioni? Bastoni non è ancora pronto per fare il leader difensivo, ma sta deludendo anche Chiesa, che ormai non sembra il parente di quello di tre anni fa. Finora. Perché il tempo per cambiare le cose c’è e ci sarebbe, anche se è lo stesso Luciano a dire che questa Italia “fa cose illogiche” e si arrabbia con Condò quando la firma di Repubblica gli dice di aver visto un’Italia “prudente”.

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Il nostro portiere è l’uomo in più, mentre Retegui e Scamacca sono fermi a zero gol in 270 minuti: qualcosa non va in avanti ma, magari, è anche il momento a essere un po’ così e questa Nazionale deve ancora “scrollarsi” di dosso le paure per poter volare, anche se Germania, Spagna, Francia e Inghilterra fanno paura. Ma prima di pensare a queste ci tocca la Svizzera, perché un’eliminazione dagli elvetici sarebbe storica, e umiliante.

Siamo andati avanti “per il rotto della cuffia” scrive Repubblica: e ha ragione, un gol che cambia tutto arrivato all’ultima azione con un tiro a giro spettacolare, anche se si è fatto da solo è diventato un esterno da doppia cifra di gol con Maurizio Sarri. Ora il gioco si fa duro, sbagliare costa caro e la Svizzera rischia di essere una nuova Corea, a meno che la Nazionale di Luciano non cominci a giocare sul serio, nel frattempo noi siamo ancora pieni di gioia e cantiamo l’inno di Macelli: dopotutto il calcio è questo.

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