Il presidente del Roma Club Palermo, Emanuele Biddeci, ci porta in un viaggio alla scoperta di una realtà che ha raccolto le ceneri di un vecchio progetto

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Un sogno rimasto sospeso per anni e una provocazione che (ri)accende la scintilla: così, nel cuore di Palermo, è rinato nel 2022 il Roma Club dedicato a Bruno Conti. Una storia che sa di ostinazione e di appartenenza, come traspare dalle parole del presidente Emanuele Biddeci: da una sua iniziativa, supportata da pochi altri, prende di nuovo vita un avamposto giallorosso, a distanza di quasi vent'anni dalla scomparsa della vecchia Unione Tifosi Romanisti.

Roma Club Palermo

Oggi, con quattro anni di vita, il club conta una cinquantina di componenti, sparsi tra il capoluogo e altra realtà siciliane, uniti dalla stessa fede e dalla voglia di costruire qualcosa che vada oltre le partite viste insieme. Un punto di ritrovo che diventa un vero riferimento sul territorio, una famiglia, un ponte ideale tra Palermo e Roma.

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Una storia di rinascita: dal gruppo WhatsApp alla (ri)nascita ufficiale del Roma Club Palermo

Quando é nato e quanti soci conta il vostro club?

"Il club è nato nel 2022, il 21 febbraio, e ad oggi conta circa 50 membri. È rinato, perché esisteva già con un'altra associazione, che era la UTR (Unione Tifosi Romanisti), poi discioltasi nel 2002 o 2003. Dopo tanti anni sono sorti altri tifosi e abbiamo rifondato il club. Questa nuova iniziativa nasce grazie al nostro segretario, che ha cercato tanti soci in giro per Palermo. Ci ha riuniti tramite WhatsApp, creando una chat denominata appunto Roma Club Palermo. Mi diceva spesso "dai, rifondiamo il club" e in quei momenti pensavo "in bocca al lupo", perché non credevo che fosse possibile. Da quel momento, lui ha iniziato a parlarne con altre persone e una di queste è venuto da me, dicendomi "guarda, se tu non lo vuoi fondare, evidentemente allora non ci credi abbastanza". A quel punto mi sono sentito provocato, ma anche motivato, perché fino a quel momento avevo perso le speranze. E alla fine siamo ripartiti ufficialmente".

Roma Club Palermo
La grande famiglia del Roma Club Palermo

Se un tifoso volesse entrare nel vostro club, che tipo di ambiente troverebbe?

"Sicuramente troverebbe un ambiente accogliente. Abbiamo una sede dove vediamo le partite, siamo molto tranquilli. Ho sempre cercato di essere e sono amico di tutti. Nel nostro club ci sono romani che vivono a Palermo, ma anche persone di altre località della Sicilia, come Caltanissetta e un paese che si chiama Mezzojuso. Abbiamo tante belle realtà al nostro interno. É chiaro che potremmo essere più grandi come numeri, ma molti tifosi romanisti a Palermo preferiscono guardare le partite da soli e sono difficili da intercettare e convincere".

Qual è il vostro tipo di associati?

"Ci sono anche persone del posto, non solo romani trapiantati sul territorio. Il primo presidente del nostro nuovo club, che si chiama Davide Messina, aveva fatto parte anche del primo club ed è di Caltanissetta. Avevamo deciso di affidare a lui l'incarico di presidente per anzianità, é un veterano. Solo che lui per impegni lavorativi ha dovuto lasciare a me la carica".

"Che emozione l'incontro con Bruno Conti, è stato il momento più bello in assoluto"

Riuscite a organizzare anche viaggia all'Olimpico o trasferte?

"Lo abbiamo fatto quattro volte. Tre volte per le partite, mentre una volta siamo andati a incontrare Bruno Conti, visto che il club è intitolato a lui. Tramite il giornalista che scrisse il suo libro, siamo stati invitati per un suo firmacopie e , grazie ad alcune amicizie, sono riuscito ad ottenere il numero di Bruno. Dopodiché, mi sono messo in contatto direttamente con lui, spiegandogli la situazione. Così ci ha invitato a Trigoria. Chiaramente è passato un po' di tempo, perché lui ha dovuto lottare contro un cancro e abbiamo aspettato che si riprendesse. Per noi andare all'Olimpico o a Trigoria equivale a fare una trasferta, perché comunque implica prendere un aereo. Se il Palermo tornasse in Serie A avremmo un'ulteriore occasione per andare a vedere la Roma dal vivo, in un clima di festa e di unione. Anche perché con loro c'è un bellissimo gemellaggio, sarebbe fantastico".

Roma Club Palermo
La trasferta al centro sportivo

Quali sono state le partite più emozionanti che avete vissuto tutti insieme?

"Dal vivo direi la semifinale di Europa League contro il Leverkusen, che ci portò poi a vivere la finale maledetta di Budapest. Abbiamo visto anche Roma-Milan ai quarti di finale, sempre di Europa League. Tra quelle che abbiamo visto in sede, invece, mi vengono in mente i derby o i match con le big del nord, oltre alla finale di Tirana".

C'è qualche giocatore in cui vi identificate (oltre a Bruno Conti)?

"I più giovani si identificano molto in Totti e De Rossi. Chi è un po' più vecchiotto si identifica in Bruno, in Giannini, in Sebino Nela, Pruzzo, Agostino Di Bartolomei. Io non li ho vissuti, ma per chi se li è goduti appieno, so che è così".

L'impegno nel sociale e le speranze di promozione del Palermo

C'è qualcuno che inviteresti a venire da voi?

"Ci piacerebbe invitare Bruno a Palermo prima o poi. É ancora presto, perché abbiamo una sede molto piccola, ma se dovessimo riuscire a trovarne una più grande, sarebbe la prima persona da invitare. Poi ci piacerebbe invitare i vari Pruzzo, Giannini, anche se è difficile che queste persone accettino. Più che altro potremmo riuscire ad organizzare dei Meet and Greet (l'incontro con i calciatori) qualora il Palermo venisse in Serie A".

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Secondo te che ruolo svolgono i Roma Club?

"Noi siamo piccoli e quindi ci limitiamo a fare della beneficienza, quando possibile. Ad esempio, poco tempo fa è venuto a mancare il vicepresidente dell'Associazione Italiana Roma Club e la famiglia ci ha detto di non volere fiori, ma che avremmo potuto effettuare una donazione all'associazione Peter Pan. Altri Roma Club più grandi magari svolgono giornate in cui donano il sangue, aiutano i disabili, fanno raccolte di cibo o di abiti. Noi vogliamo arrivare a questo, ma dobbiamo prima crescere di numero".

Qual è il sogno per il futuro del vostro club?

"Il sogno é di vivere tante emozioni simili a quelle che abbiamo vissuto con Bruno. Poi crescere di numero, avere una casa in po' più grande e avere uno zoccolo duro di persone un po' più ampio. Ci sono dei soci un po' tentennanti, perché hanno dei problemi economici. La situazione di Palermo, purtroppo, è un po' complessa. Quindi ci piacerebbe essere un po' più numerosi in futuro e farci notare per qualcosa che non sia strettamente legato al calcio, impegnandoci nel sociale".

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