crotone lazio derby pantere allo scida

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di Redazione Derby Derby Derby

di Davide Capano – Gli uomini non sono stati creati per vivere con le ginocchia fra le nuvole. Specie i calciatori. Questi ultimi, difatti, non sono stati creati per giocare partite di basso profilo. Ecco perché Crotone-Lazio di domenica alle 15 assume cateti e contorni sportivamente vitali, disegnati su ipotenuse rocciose. Ci si gioca la Champions League e la salvezza in un batter d’occhio. Sarà un Derby tra Pantere. Simy contro Caicedo. Un nigeriano contro un ecuadoriano, nel mondo della condivisione sorridente. Due gentili armadi di piombo diversamente arredati. Chi l’avrebbe mai detto solo due mesi fa? L’Ezio Scida va verso il sold out. Il pubblico si appresta a vivere un altro capitolo dello sconosciuto continuum che è il calcio. A far la differenza, in questa anta della stagione, non sono muscoli e gambe, ma solo la testa. Poi il pallone è come il Monopoli, c’è un nutrito pacco di imprevisti, per dirla alla Allegri. Quello del “non c’è successo senza cooperazione”. A proposito di mister, Zenga e il più giovane dei fratelli Inzaghi sanno che si giocano tanto in 95 minuti di fuoco calcistico. Niente calcoli pitagorici. Si lotta per vincere e vivere con qualche certezza in più il turno del 20 maggio. Nota storica? Quando Roma era un villaggio di pastori, a Crotone insegnava Pitagora. L’elemento socio-culturale varrà anche per il football? Per saperlo mettetevi comodi e non abusate troppo di Amaro del Capo. Potrebbe darvi alla testa. Sì, proprio quella che Simy e Caicedo sperano di utilizzare per gonfiare i cuori, i petti e le reti. Non c’è metempsicosi che tenga!

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