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di Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli – Il Milan torna da Gedda decimato da Banti, ma non è solo chiacchiere e proteste. Aveva liberato Cutrone davanti al portiere (nel dubbio lasciar correre e poi si va al Var, ma si è voluto fermarlo subito mentre Alex Sandro lo teneva in gioco), ha colpito una traversa con Cutrone, si tiene la sua buona prestazione, con ulteriori sussulti di crescita per Paquetà. La società non ha protestato, Gattuso non ha parlato degli episodi arbitrali. Ma se Matuidi e Kessie fanno lo stesso fallo e il bianconero non viene nemmeno ammonito e il rossonero espulso, i tifosi se ne accorgono. La retorica juventina del post-gara è presto sintetizzata: “Era rigore il mani di Zapata, e Conti da una tirata alla maglia di Can (quando ormai è in caduta, perché agganciato dallo stesso bianconero), quindi tutto si appiana e l’avremmo vinta lo stesso”. Tutto questo la platea rossonera lo trova inaccettabile, soprattutto se si prendono fotogrammi da prospettive improbabili, perchè il braccio di Zapata, che piaccia o meno, è attaccato e totalmente involontario. Il tutto paragonando il braccio di Zapata, a quello di Benatia a San Siro. Detto questo, sta alla discrezione dell’arbitro e del Var darlo, ma se è rigore ad ogni tocco del genere, non se ne esce più. In ogni caso le curve milaniste non si lamentano per il rosso di Kessié e del rigore su Conti, che ci può stare, ma della mancanza di coerenza e di metro di giudizio in ogni momento del match. In soldoni, sia Cutrone nel primo tempo che CR7 al momento del gol erano da lasciare andare. Su Cutrone doveva esserci il dubbio che Alez Sandro lo tenesse in gioco e su CR7 lo stesso dicasi per Ricardo Rodriguez. Ma nel primo caso, fermi tutti subito. Nel secondo, gol e poi controllo Var.

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