cutrone vs chievo quella non solo semplice esultanza

di Redazione Derby Derby Derby

di Max Bambara – Minuto 53 di Milan Chievo. Cutrone ha appena segnato il gol del 2-2, ma la bandierina del guardalinee era alzata e quindi il gol è annullato. L’arbitro aspetta però segnalazioni dal VAR per capire se ciò che ha visto il suo collaboratore è corretto, oppure per convalidare il gol. Sono attimi intensi: i giocatori del Milan sperano in cuor loro che il gol sia buono. Bisogna vincere e pareggiarla ad inizio secondo tempo non può che essere un buon viatico. Ad un certo punto l’arbitro fa il classico gesto del VAR ed indica il centro del campo: è gol! In quel previso istante succede qualcosa. Il giovane Cutrone, autore della rete che vale il pari, va ad esultare sotto la curva. La fa con la foga del bambino che si sentiva derubato di una gioia da vivere e che, nel momento della giustizia, non si nega di esternare quella gioia sentendo addosso il calore e la passione dei suoi tifosi. Esulta, alza le braccia al cielo, invita i tifosi a sostenere la squadra, si gode una sorta di abbraccio ideale da parte dello stadio. Il messaggio è chiaro: tutti insieme possiamo farcela, crediamoci. Si tratta di un messaggio triplice: c’è speranza, amore, appartenenza. Moltissimi tifosi hanno rivisto quel gesto di Cutrone tante volte. Ed ogni volta che lo riguardo c’è un’emozione ed un brivido. La bellezza del calcio può essere facilmente racchiusa in quel gesto così naturale, vero, meravigliosamente sano. Nell’epoca delle esultanze costruite, preparate a tavolino, quasi studiate preventivamente per avere risalto mediatico, Patrick Cutrone rappresenta una splendida eccezione. Ti dà quasi la sensazione di tornare indietro nel tempo e di rivedere le sembianze feline e fanciullesche di Pippo Inzaghi che, di San Siro, per anni è stato il dominatore indiscusso. I capelli sono più corti ma la faccia pulita e sfrontata è la stessa, come l’amore per il calcio e l’attaccamento alla maglia. L’empatia è uno dei pochi termini del vocabolario italiano che si fa fatica a definire. In ambito calcistico, va semplicemente vissuta da chi ha la fortuna di incrociare, nel corso della sua vita da tifoso, uno di quei giocatori che, sinergicamente, diventa un tutt’uno con la maglia che indossa e con la bandiera che rappresenta. C’è una incredibile magia in quell’esultanza così autentica di Cutrone; è stata la scossa che ha condotto il Milan verso la vittoria, ma è stato soprattutto il suggello di una grande empatia fra la tifoseria ed il giovane attaccante rossonero. Un grazie sincero va rivolto a Cutrone, perché ci sono emozioni, nel calcio, che valgono più dei gol. Anzi sono l’essenza stessa di questo meraviglioso sport.

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