di Enrico Vitolo - Neppure l’uomo che preferisce la Coppa è riuscito a ribaltare le sorti del Napoli in Champions League. Non è bastata, infatti, la grande esperienza europea di Carlo Ancelotti per riuscire a interrompere una maledizione che da qualche anno si sta abbattendo sui partenopei. Sempre di più, sempre allo stesso modo. E così al sesto tentativo fatto nelle ultime otto stagioni, il club caro al presidente De Laurentiis è costretto nuovamente a dover fare i conti con un’eliminazione che fa male. Tanto male. Che lascia, inevitabilmente, delle ferite piuttosto aperte. Almeno per il momento. Del resto, oggi, non possono più bastare i complimenti, oggi purtroppo c’è fare i conti esclusivamente con l’ennesimo terzo posto ottenuto nel girone iniziale della massima competizione europea. La prima volta accadde nel 2013-14 quando il Napoli di Benitez e Higuain arrivò immeritatamente alle spalle dell’Arsenal e del Borussia Dortmund, la seconda invece nel 2017-18 con la squadra allenata all’epoca da Sarri che fu meritatamente costretta a chiudere il girone dietro al Manchester City e allo Shakhtar Donetsk. Ma ci sono stati anche attimi peggiori nel recente passato dei campani, come quello del 2014-15 quando arrivò addirittura l’eliminazione nel turno preliminare contro l’Athletic Bilbao. Avversari che, di fatto, non hanno mai avuto un nome banale in tutti questi anni di Champions League, impossibile dimenticare gli intensissimi ottavi di finale con il Chelsea nel 2011-12 e con il Real Madrid nel 2016-17. Tanto basta, si fa per dire, per comprendere quindi il tipo di maledizione. E
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