gattuso paqueta leonardo tutti devono inventarsi qualcosa

di Redazione Derby Derby Derby

di Max Bambara – Il mese di gennaio sarà particolarmente complesso per il Milan, diviso fra il campo (i rossoneri torneranno protagonisti già fra 8 giorni contro la Sampdoria in Coppa Italia e poi 4 giorni dopo in Arabia Saudita per l’assegnazione del primo trofeo stagionale) e le necessità di mercato che vanno fatte rientrare nel regime di austerity imposto dall’Uefa. Leonardo, qualche settimana fa, ha tracciato pubblicamente le linee guida del mercato milanista, individuando in due giocatori i tasselli mancanti a Gattuso per poter avere a disposizione un organico completo e competitivo. A distanza di qualche giorno poi, lo stesso Leonardo ha ribadito le necessità contingenti di rinforzare la squadra, ma ha altresì fatto presente la difficoltà per la dirigenza del club nell’operare sul mercato con i paletti imposti da Nyon (emblematica la lettera inviata in occasione dell’acquisizione di Paqueta). Prendere la punta esterna ed il centrocampista di qualità rimane comunque una necessità incombente, ma va coniugata con le esigenze inderogabili del bilancio. A naso, il Milan proverà a fare due operazioni in prestito oneroso con diritto di riscatto, anche se qualcosa in termini di cash potrebbe derivare da qualche cessione probabile (Borini) o possibile (Laxalt). C’è un tema di campo che si collega direttamente al tema del mercato e concerne la nuova strutturazione del Milan dalla fine di gennaio in poi.La squadra di Gattuso va infatti ristrutturata, avendo perso le sue due travi portanti nello sviluppo del gioco. Una di esse, Lucas Biglia, dovrebbe essere nuovamente a disposizione entro un mese. Bisogna capire in che condizioni fisiche sarà e che tipo di contributo riuscirà a dare: in ogni caso tuttavia, il rientro del centrocampista argentino offre soluzioni di gioco nuove e dal sapore antico alla squadra. Gattuso, se Biglia starà bene, potrà riprendere quel possesso dal basso che, senza l’ex laziale, era diventato praticamente impossibile perchè la pressabilità di Bakayoko sul primo scarico è troppo elevata. Certo, purtroppo, continuerà a mancare Jack Bonaventura (il suo rientro è previsto per la prossima stagione sportiva), ed è proprio questo il vero tema di discussione che deve tenere banco in casa rossonera. Il neoacquisto Paqueta giocherà mezzala o verrà impiegato come esterno sinistro offensivo (in alternativa al turco Calhanoglu)? Dalla risposta a questa domanda chiave passa tanto del mercato del Milan. In ragione dei nomi accostati (Muriel prima e Carrasco poi), è possibile immaginare che l’orientamento di Gattuso sia quello di utilizzare il brasiliano da mezzala sinistra, con compiti di costruzione ed illuminazione della manovra. Certo il brasiliano non ha il dinamismo intelligente e funzionale di Bonaventura (uno dei pochi giocatori del campionato a muoversi senza palla anche in relazione alle necessità dei compagni) e la capacità di aggredire gli spazi che possedeva l’ex atalantino. Tuttavia parliamo di un ragazzo a cui madre natura ha dato nobiltà di tocco e di pensiero. Da mezzala potrebbe partire in fase di inizio azione, per poi evolvere nel ruolo di trequartista soprattutto contro difese schierate, al fine di sfruttare la sua propensione alla conclusione in porta ed all’assist. Ulteriore indizio su questo possibile inquadramento di Paqueta, ce lo dà l’attuale strutturazione del Milan titolare. Il terzino che sale di più a sostegno dell’azione infatti è l’esterno destro (Calabria e, più in là, Conti). Sulla fascia sinistra difensiva invece il Milan ha come titolare stabile lo svizzero Ricardo Rodriguez. Meno portato alle salite, ottimo nella costruzione del gioco e bravo nel tenere la posizione, Rodriguez è allo stato il terzino più difensivo del Milan. Non è casuale quindi che la mezzala con maggior attitudine difensiva giochi sul centro-destra (Kessiè), mentre sul centro-sinistra a Gattuso serva un giocatore magari meno disciplinato, ma capace di sparigliare le carte con qualche giocata fuori dagli schemi. Paquetà può farlo, con le sue caratteristiche molto diverse rispetto a quelle di Bonaventura, che danno meno garanzie nello sviluppo di una manovra lineare, ma sono in grado di aggiungere un pizzico di imprevedibilità al gioco rossonero. Gattuso d’altronde punta molto sul lavoro delle catene del suo 4-3-3; il tecnico rossonero ha conoscenze e cultura per riproporre il suo schema classico variando qualcosa proprio in ragione delle caratteristiche della sua nuova mezzala sinistra. Leonardo, in tutto questo, dovrà essere bravo ad inventarsi qualcosa sul mercato. Il fondo Elliott, col ricorso al TAS comunicato il giorno della vigilia di Natale, ha fatto capire che non intende sottostare alle insensate decisioni dell’Uefa. La battaglia verrà quindi condotta in ambito legale, nella speranza che arrivi una nuova sentenza Bosman per il calcio europeo. Nell’attesa, tuttavia, serve una versione di Leonardo dirigente molto simile a quel che era da giocatore: tanta fantasia ed una dose massiccia di imprevedibilità.

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