granillo mai un derby sempre derby

di Redazione Derby Derby Derby

di Max Bambara – Quello che si giocherà domenica pomeriggio, nella cornice suggestiva dello stadio Oreste Granillo, non è un derby come tanti: è un derby storico che, da sempre, va oltre la mera rivalità regionale e di bandiera. Reggina-Catanzaro infatti può essere definito il vero derby calabrese per antonomasia. C’è tutto dentro questa partita: il sale della rivalità, il pepe di una frattura storica, i ricordi e molti aneddoti. Ancora oggi, Reggina e Catanzaro sono le due squadre che hanno fatto la storia della Calabria nel recente passato. Dapprima i giallorossi con ben sette campionati di serie A dagli inizi degli anni 70 agli inizi anni 80 e successivamente gli amaranto con nove campionati nella massima serie, dalla fine degli anni 90 fino a quasi l’intero primo decennio degli anni 2000. La grande rivalità fra gli amaranto e le aquile però, come accennato poc’anzi, va assolutamente oltre il calcio e trova il suo focolaio all’inizio degli anni 70. Il contesto è totalmente extracalcistico ma, come spesso accade in questi casi, il calcio diventa un mero pretesto per regolare conti di ben altra natura. A molti la data del 14 luglio 1970 dirà poco: per chi è nato e vissuto in Calabria invece, questa data rappresenta una sorta di rivoluzione francese. Non solo perché il giorno ed il mese sono gli stessi della famosa presa della Bastiglia, ma anche perché quel giorno scese letteralmente in piazza la città di Reggio Calabria che si sentiva defraudata dalla rivale Catanzaro. Nel 1970 infatti, il Governo nazionale aveva deciso di istituire finalmente le Regioni, previste in Costituzione sin dal 1948, ma mai create come enti locali prima di allora. Reggio è sempre stata la città più importante della Calabria, vuoi per le importanti origini storiche, vuoi per la posizione geografica che ne fa una sorta di ponte con la Sicilia. Fino al 1970, qualsiasi atlante geografico o rivista turistica attribuiva a Reggio il titolo di capoluogo regionale. Inoltre, sin dall’antichità, nella provincia napoletana della Calabria Ulteriore, il capoluogo era proprio Reggio. Tale primato era vissuto con vanto ed orgoglio dai reggini ed alla decisione di trasferire il capoluogo a Catanzaro non ci pensarono due volte nel manifestare sdegno e rabbia. Fu l’inizio dei famosi moti di Reggio e fu un fatto talmente grave sul piano nazionale, da richiedere addirittura l’intervento dell’esercito e dei carriarmati per sedare la rivolta del popolo reggino che riteneva di essere stato spogliato del capoluogo per una bieca manovra di palazzo a favore dell’acerrima rivale Catanzaro. Le conseguenze dei Moti trovarano forma nel “pacchetto Colombo” che sancì la divisione degli enti istituzionali tra Reggio Calabria e Catanzaro e l’assegnazione di numerosi appalti produttivi mai realizzati a Reggio. Il capoluogo rimase a Catanzaro, con profonda insoddisfazione dei reggini, ma il popolo catanzarese vide in quel compromesso una sorta di sgarbo non dovuto. E così, da allora, Reggina Catanzaro, anche sui campi di calcio, non è mai più stata una partita normale. La disputa sul capoluogo arrivò a dar vita a ripicche e decisioni contestate anche sul campo verde. Il 14 marzo 1971, la partita non si disputò e si recuperò addirittura 3 mesi dopo sul campo neutro di Firenze. Tutto ciò mise seriamente a repentaglio la prima storica promozione del Catanzaro in Serie A, in quanto la partita fini 1-1 ed in campo, i giocatori amaranto giocarono una partita diversa dal solito. Si sentivano i rappresentanti di un popolo e non soltanto di una società che gli pagava lo stipendio a fine mese. In totale, allo stadio Oreste Granillo, sono 27 i match di campionato disputati fra le due squadre; la Reggina ha vinto 14 volte, 10 i pareggi e 3 le vittorie delle aquile. La statistica pertanto, fra le mura amiche, sorride alla squadra amaranto che non perde in casa dal lontano gennaio del 1959 (sconfitta per 1-2). Nel mezzo tanti derby coloriti negli anni 80, con la Reggina pittorescamente rappresentata dal venezuelano Paciocco ed il Catanzaro che aveva in Massimo Palanca il suo giocatore principe. L’ultimo derby di campionato giocato in casa (nel settembre del 2017) ha visto invece la vittoria della Reggina per 2-1 con rete decisiva di Porcino. Oggi Reggina e Catanzaro arrivano a questo derby con rinnovate ed importanti ambizioni ed aspettative di classifica. La squadra amaranto è sesta con 33 punti, ha appena cambiato società e grazie alle disponibilità economiche del nuovo patron Gallo sta provando a centrare i playoff per tornare in Serie B. Le aquile, dal canto loro, hanno puntato su un allenatore garanzia nei campionati di Lega Pro come Gaetano Auteri ed hanno una squadra che sta regalando buone soddisfazioni al pubblico; attualmente il Catanzaro è quarto in campionato con 41 punti ed è ampiamente favorito nella corsa per centrare i playoff. Provare a fare un pronostico è impresa impossibile: in un derby, si sa, può succedere di tutto. Tuttavia, come accade da quasi 50 anni, non mancheranno fra le due tifoserie i classici sfottò sui fatti degli anni 70. Perché Reggina Catanzaro vive e si nutre di una rivalità che va oltre il calcio. Lo sanno bene i 22 protagonisti che domenica pomeriggio proveranno a regalare una gioia ai loro rispettivi popoli.

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