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di Redazione Derby Derby Derby

di Giancarlo Fusco – A Gedda, per la Supercoppa Italia, la Juventus contro il Milan doveva vincere, poteva vincere e avrebbe sicuramente vinto. Il risultato, tuttavia, non rispecchia del tutto quello che si è visto in campo per tutto il corso della partita. I bianconeri non sono stati superiori agli uomini di Gattuso nonostante il netto divario tecnico che c’è tra le due rose. Non siamo qui, però, a soffermarci su questo particolare per quanto importate possa essere. I rossoneri sono usciti dallo stadio Re Abd Allah a testa più che alta. Il rammarico sicuramente c’è tutto e non parliamo di quel magone che ti resta quando sai che potevi fare di più ma non ci sei riuscito. Ci riferiamo, piuttosto, alla linea guida abbracciata dall’arbitro Banti. Giusto evidenziare che non si tratta di malafede, ma vorremo capire perché sono stati palesemente utilizzati due metri di giudizio diametralmente opposti. Non un solo episodio, ma tanti, che fanno di un indizio una prova certa. Estrazioni di cartellini gialli più folcloristici dell’estrazione del lotto. Tutti, però, verso un unico ‘colpevole’, il Milan. Scelte di giudizi che, sommate, fanno riflettere e ci fanno porre una sola domanda: “Perché?”. La risposta, probabilmente, non la troveremo mai – se ne dovranno fare una ragione i tifosi del Milan. Qualcosa, nel sistema va, tuttavia, cambiato. Suona di accusa pesante questa affermazione?Beh, l’intento è quello e non di certo per quanto visto in Juventus-Milan, ma per il bene del calcio. Se ne parla da tempo, si fanno riunioni su riunioni ma sembra che questa VAR non sia stata compresa del tutto o meglio, ognuno ne dà una propria interpretazione e, domenica dopo domenica o partita dopo partita, ci troviamo a dover discutere di situazioni ‘anomale’. Metri di giudizio differenti per ogni partita e confusione che cresce a dismisura nella mente di tutti e non mi riferisco solo alla mente dei tifosi, ma soprattutto a quella degli allenatori, dei giocatori e delle società. Errare è umano, sicuramente, ma in un’epoca dove la tecnologia regna sovrana, scelte come quelle viste a Gedda sono incomprensibili. D’accordo sul metro giudizio. Banti ha voluto adottare la linea dura solo con il Milan – forse il rossonero in uno stadio così caotico creava non pochi problemi per chi aveva il chiaro intento di mantenere la calma – tuttavia, quella scelta di non usufruire di un controllo così importante e fondamentale come quello del VAR a quel punto della sfida, è stato a dir poco un azzardo. Un errore gravissimo. Poi, siamo tutti d’accordo nel dire che non è detto che quel penalty avrebbe avuto esito positivo. Non chiedere l’ausilio tecnologico a disposizione è però un grave errore, ancor più grave del non aver fischiato perché errare è umano –giusto ribadirlo– ma dove non arriva l’occhio umano è stata introdotta la tecnologia e, consentitecelo, errori del genere in una finale sono destabilizzanti e fanno cascare le braccia (la Juventus ne dovrebbe sapere qualcosa, vedi le reazioni post Madrid nella scorsa edizione della Champions). Poi siamo tutti bravi a dire:“Cristiano Ronaldo ha sollevato il suo primo trofeo in Italia”! Flash e titoloni di giornali con foto in primo piano da strappalacrime e il gioco è fatto. Il portoghese, ribadiamolo, avrebbe sicuramente vinto la sfida contro il Milan, con la sua Juventus. Giusto, però, restituire dignità al mondo del calcio perché certi scheletri nell’armadio e certi luoghi comuni che girano tra i tifosi, così facendo non smetteranno mai di esistere. In conclusione, è giusto, fare un plauso alla squadra allenata di Allegri perché di certo non è lei la colpevole delle scelte arbitrali di Banti. Tutt’altro, i bianconeri sono stati – come sempre- professionali per tutto il corso della partita. Bianconeri che con i rossoneri hanno provato a dare spettacolo lì dove la scena è stata, però, ‘rubata’ dal forse eccessivo protagonismo dell’arbitro.

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