livorno accusa pisa certificati medici un derby del cuore

di Redazione Derby Derby Derby

di DDD – Niente “derby del cuore”. Lunedi 7 gennaio 2019 la partita fra le vecchie glorie di Pisa e Livorno e il cui incasso sarebbe stato destinato alle famiglie colpite dall’incendio del Monte Pisano e al piccolo Christian Picarella, il bambino di sei anni alle prese con una rara e grave malattia neurologica, non si giocherà. La vicenda è divenuta di dominio pubblico dopo un duro video nei confronti del Pisa pubblicato su facebook dall’ex nerazzurro Gerry Cavallo, uno degli organizzatori, insieme alla bandiera amaranto Igor Protti all’amministrazione comunale e proprio al Pisa. “Era davvero tutto pronto e sarebbe stata una festa – dice -, ma il 28 dicembre il Pisa ha chiesto il certificato di idoneità agonistica a tutti i partecipanti, un cavillo per impedire l’evento dato che non si tratta di una gara con i tre punti in palio ma di una esibizione, e dunque non è necessario alcun via libera dei medici. Tanto che l’anno scorso a Livorno, in occasione dell’altro derby del cuore per le famiglie colpite dal nubifragio, scendemmo in campo firmando una liberatoria. In ogni caso la partita si farà lo stesso più avanti: la organizzerò io, senza il Pisa”. Diversa, invece, la versione del club nerazzurro, contattato da La Nazione: “Non abbiamo impedito alcunché semplicemente perché non avevamo né la volontà ne soprattutto il potere di farlo dato che lo stadio è comunale e, dunque, non spetta alla società autorizzare o meno l’evento. Semmai – spiega il Pisa – è vero il contrario, ossia che proprio insieme al Comune abbiamo offerto il massimo della collaborazione possibile allertando vigili del fuoco, questura e servizi di assistenza sanitaria per la partita e fissando anche la conferenza stampa di presentazione che si sarebbe dovuta svolgere oggi. Ci stavamo occupando pure della copertura assicurativa di tutti i partecipanti ed è proprio nel far questo che ci sono stati richiesti i certificati. Cavallo dice che si può giocare con una liberatoria? A noi purtroppo non risulta”.

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