montella torna parlare cutrone non marra

di Redazione Derby Derby Derby

di Franco Ordine –

Bisogna partire dalle frasi di Vincenzo Montella riferite a Radio anch’io lunedì mattina per capire quello che è accaduto dentro le viscere del Milan nell’ultimo tempo. Ha detto in sintesi l’attuale allenatore del Siviglia: “Sono arrivati 10 nuovi giocatori, senza esperienza di vittoria nel calcio, ci voleva del tempo per ottenere risultati adeguati”. È vero, ci voleva tempo. Montella, con il suo staff, l’ha sicuramente avuto se è riuscito a resistere sulla panchina rossonera fino a quando la permanenza a Milanello è diventata insostenibile non tanto per le condizioni fisiche precarie del gruppo quanto invece per la mancanza di reazione del team e gli zero miglioramenti in materia di gioco e di risultati.

A Vincenzo dev’essere riconosciuto il merito d’aver valorizzato il talento grezzo di Patrick Cutrone: se il giovanotto è giunto a vestire la casacca azzurra della Nazionale, si deve al gran lavoro, di testa soprattutto, fatto, secondo Vincenzo, dal suo collaboratore Caccia, amico fraterno dai tempi dell’Empoli. L’unica domanda che non è stata rivolta a Montella e che sarebbe interessante fargli alla prima occasione è però la seguente: quando è andato via dal Milan perché richiamato in Spagna, ha sciolto il contratto suo e quello dei suoi collaboratori, tranne uno. Tranne cioè quello di Marra, il preparatore atletico storico che era stato “esonerato” dallo stesso Montella qualche settimana prima e rimpiazzato da un altro preparatore che è poi partito con lui per la Spagna del sud. Bisognerebbe chiedergli: scusi Vincenzo va bene tutto ma perché non si è portato dietro Marra?

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