piatek quel secondo gol al napoli alla sheva

di Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli – Che sia stato un segno del destino? La sera dell’esordio di Kris Piatek a San Siro, poco prima dell’inizio della gara, Milan-Napoli di campionato, era stato premiato Andriy Shevchenko. Non un nome a caso, secondo Adriano Galliani al quale il secondo gol gol di Piatek in Milan-Napoli di coppa Italia suggerisce un paragone da punto esclamativo:  “Mi sembra un bomber verissimo. Il secondo gol è da Sheva”. Ma non era Tomasson? Per la verità Gattuso aveva fatto ricorso al danese per illustrare l’atteggiamento in allenamento di Piatek, non le sue caratteristiche tecniche. Poi altri pareri, come quello di Maurizio Ganz: “Bomber vero, freddo, sotto porta ma anche dalla distanza. Il Milan deve continuare a servirgli i palloni, poi al resto pensa lui”. Si sbottona anche Fabio Bazzani: “Bomber vero, se il Milan riesce a servirlo così sulla profondità, o dal fondo con dei cross. Secondo me non bisogna fargli spendere tante energie nel partecipare alla manovra perchè non è un fenomeno. Deve finalizzare”. Grandi sensazioni, pareri illustri. Ma da dove viene il Robocop dagli occhi di ghiaccio? Piatek è nato a Dzierzoniow, nella bassa Slesia, non lontano dai confini polacchi con la Germania e la Repubblica Ceca. Quegli occhi di ghiaccio potrebbero avere radici prussiane, visto che fino ai primi del 900′ la capitale del  distretto, Breslavia o Wroclaw se lo si preferisce, faceva parte proprio del Regno di Prussia. In conferenza stampa a Milanello, il giovedì pre Milan-Napoli, il giovedì pre Sheva, sembrava imperturbabile Kris, quasi regale. E in effetti il carattere della sua zona, del suo territorio è proprio quello: nobile, prestigioso, agiato. La Bassa Slesia, grazie al rame e al carbone, è una delle regioni più ricche della Polonia. Famosa anche per i castelli che vengono visitati ogni anno da molti turisti. E un turista per caso sembrava proprio lui, la scorsa estate. Arrivato a Genova, raccontano oggi i vecchi genoani della città, non con la valigia di cartone ma quasi. Una timida alternativa a Lapadula e Pandev: così i grifoni duri e puri vivevano otto mesi fa l’annuncio dell’acquisto del centravanti del KS Cracovia. Ma dal 9 luglio 2018 le cose hanno iniziato a cambiare. Fin dai primi giorni del ritiro rossoblù a Neustift, villaggio prima tirolese che austriaco, Davide Ballardini ha mostrato di gradirlo. E lui, Piatek, ne era felice. Da quel momento è stata una escalation che ha confermato via via le prime impressioni di “Balla” su di lui, ovvero quelle di un attaccante moderno con doti fuori dal comune. Ad agosto, il giorno 11, un mese abbondante dopo l’inizio del ritiro, Piatek segna 4 gol 35 minuti e Genoa-Lecce termina 4-0. Al momento di lasciare Marassi, in quella notte agostana, i tifosi genoani facevano già la battuta: “Domani mattina Preziosi lo vende”. Non ad agosto, ma a gennaio sì. Ci sono, si narra negli angoli di Genova, alcuni bambini di 7-8 anni che ancora oggi piangono. Bambini che erano fra i 2mila presenti prima dello scorso Natale, il 20 dicembre, al Piatek-day organizzato presso il Genoa Store. Papà, non possiamo riprenderlo? La loro reazione dopo la notizia del passaggio del bomber polacco al Milan. L’ex sconosciuto dell’estate genovese ha confermato nella notte rossonera di coppa Italia, quello che a Genova ben sapevano: attaccante che non sa fare gol brutti; magari tira poco in porta, ma tutte le sue traiettorie sono  affilate, mirate negli angoli bassi o alti della porta. Il Robocop scoperto da Gattuso in allenamento non fa gol su tap-in o a un metro della linea di porta. Ma adesso toccherà proprio al suo allenatore preservarne l’umiltà, coltivarne la fame. Quali che siano i metodi di Ringhio, non dovranno essere quelli di Ivan Juric. Con il tecnico croato in panchina al Genoa, il bomber della Bassa Slesia non ha mai segnato. Senza quella parentesi, chissà dove sarebbe oggi in classifica dei cannonieri. Inutile domandarselo, lui adesso deve pensare a Roma-Milan, tappa cruciale sulla strada della lotta per la Champions League. L’ultima volta che è stato all’Olimpico, è finita 3-2 per i giallorossi su un Genoa penalizzato dal mancato rigore concesso a Pandev nel finale di gara. Domenica sera altro giro, altro Piatek.

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