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IL CASO

Al-Ittifaq, insulti razzisti per Balotelli a Dubai: “Qui non me l’aspettavo”

Francesco Di Chio
Dopo il match e lo spregevole episodio, Balotelli si è lasciato andare a un duro sfogo sui suoi canali social, raccogliendo la solidarietà di tutto il mondo del calcio.
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Mario Balotelliha iniziato da poco la sua nuova esperienza negli Emirati Arabi in forza all'Al-Ittifaq ed è stato vittima di un brutto episodio che lo ha visto bersaglio di insulti e cori razzisti nel corso della gara contro il Dubai City. Durante il match di UAE Division sono volate parole forti, tra cui numerose frasi a sfondo razziale come: "Vai a mangiare le banane".

Gli insulti a Balotelli

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L'attaccante ex Inter è approdato all'Al Ittifaq di recente, per aiutare la squadra ad evitare la retrocessione, grazie all'apporto di Pietro Laterza (presidente anche del Chievo), che lo ha scelto per tirare fuori la squadra dalle sabbie mobili del fondo della classifica. E l'esordio era stato quello che tutti sognano, 45 minuti in campo e gol alla prima presenza, aiutando cosi la squadra a battere il Gulf United per 3-1 e a ritrovare la vittoria dopo 4 sconfitte consecutive. Poi però è arrivata la sfida casalinga contro il Dubai City, nella quale l'attaccante è stato bersagliato per tutto il tempo trascorso in campo con cori ed insulti razzisti. Un atteggiamento quello dei tifosi che ha portato l'ex centravanti della nazionale a sfogarsi sui social dopo il match.

Le parole di Mario Balotelli

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Dopo il match appunto, Balotelli si è lasciato andare a un duro sfogo sui suoi canali social, raccogliendo la solidarietà di tutto il mondo del calcio: "Non me l'aspettavo qui - ha scritto l'attaccante - Per tutta la durata dell'incontro sono stato vittima di abusi razzisti. Mi è stato detto ripetutamente: ‘Uh uh uh, vai a mangiare le banane'. Non c'è assolutamente posto per il razzismo nel calcio o nella società". Ha poi continuato: "Questo atteggiamento non può essere normalizzato, scusato o ignorato. Ne parlo per mandare un monito per ogni giocatore che è stato vittima di ciò. Il troppo è troppo". Uno sfogo più che giusto e condivisibile che pone sotto i riflettori, ancora nel 2026 una piaga così brutta come il razzismo che non dovrebbe mai registrarsi, né in campo né fuori. La speranza è che i responsabili vengano individuati e immediatamente allontanati da tutti gli stadi del mondo.