derbyderbyderby calcio estero Atletico Madrid-Tottenham: da dove nascono i soprannomi “Colchoneros” e “Spurs”
Le radici storiche

Atletico Madrid-Tottenham: da dove nascono i soprannomi “Colchoneros” e “Spurs”

Francesco Di Chio
Francesco Di Chio
Due club così diversi, ma con un destino simile: condividere la città con squadre più vincenti e cercare di ottenere un posto di rilievo nel calcio che conta
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Real Madrid, Arsenal, Chelsea: ci sono alcune squadre che nascono per primeggiare, che sono destinate ad essere legate indissolubilmente con le città che rappresentano. E poi ce ne sono altre, che hanno l'ingrato destino di dover lavorare il triplo per risaltare, per guadagnarsi un posto nell'olimpo del calcio, perché "seconde". E questo è il caso di Atletico Madride Tottenham, che da sempre si ritrovano nelle gerarchie cittadine a guardare gli altri vincere, splendere, guadagnarsi il favore dai media.

Le loro storie però, ci raccontano altro. Sono storie lunghe un secolo (nel caso del Tottenham anche di più), storie di due club che il loro posto nell'olimpo del calcio ce l'hanno eccome. Queste storie ci vengono raccontate dai loro soprannomi, tratti distintivi di due identità ben delineate e che il loro posto se lo sono guadagnato meritatamente: "Colchoneros" e "Spurs".

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Atletico Madrid, i "Colchoneros": dai materassi alla gloria

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Per capire l'origine del soprannome affibbiato all'Atletico Madrid, dobbiamo tornare indietro di più di un secolo. All'inizio del '900 i colori sociali dell'Atletico erano il bianco e il blu. Ma, se sei un club nato dalla classe operaia, devi fare i conti anche con le spese che il calcio può portare e le divise, all'epoca, erano una delle spese più importanti da affrontare. La via da percorrere perciò non poteva che essere quella di cambiare i colori sociali, e optare per qualcosa di più economico. La scelta dei dirigenti virò sul biancoe il rosso, colori ben più alla portata del club. Quello che ne venne fuori fu che le maglie sembravano delle vere e proprie tele da materassi: "colchon", materasso appunto.

C'è un'altra versione della storia che ha un sapore ancora più poetico che vorrebbe le divise fatte davvero dalla tela dei materassi. Storia non verificata, ma siamo dei romantici, e a noi piace pensare che questa sia la versione reale. Così nacquero i "Colchoneros", i "materassai". Soprannome che se pensiamo all'attuale squadra del Cholo Simeone, o torniamo indietro al ciclo di Luis Aragones, fa abbastanza sorridere perché è una squadra che fa pensare a tutto fuorché i materassi. Un club che ha dovuto sgomitare e sudare per farsi spazio, condividendo la città con la squadra più influente del pianeta: i "Galacticos". Ma che ce l'ha fatta, e si è guadagnata a pieno titolo un posto tra i grandi club e nel cuore di milioni di tifosi, madrileni e non.

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Tottenham: gli "speroni bollenti" di Sir Henry Percy

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Il soprannome del Tottenham, "Spurs", può essere compreso facendo un salto ancora più indietro nel tempo. Anzi, due. Alla fine del 14° secolo un cavaliere, Sir Henry Percy, si rese famoso in tutto il Regno Unito, sia per aver combattuto gli scozzesi, ma soprattutto per essersi ribellato ad Enrico IV, re dell'epoca. A Sir Percy venne affibbiato il soprannome "Hotspur", alla lettera "sperone bollente", per due motivi. Il primo è perché il termine Hotspur viene tradotto anche in "testa calda", e a spiegarci questo bastano le sue imprese belliche. Il secondo, anch'esso a metà tra realtà e leggenda, ci spiega anche il perché un gallo sia il simbolo degli Spurs: il cavaliere, grande appassionato di combattimenti tra galli, equipaggiava i propri con degli speroni.

500 anni dopo, nel 1882, alcuni ragazzi facenti parte dell'organizzazione di una squadra di cricket, l'Hotspur Cricket Club (chiamato così perché nato a Northumberland Park, zona storicamente legata ai Percy), si incontrarono sotto un lampione proprio su Tottenham High Road e decisero di metter su una squadra di calcio. Tottenham Hotspurs, un nome che rappresenta alla perfezione la squadra londinese: la prima parte ci racconta l'origine geografica; la seconda, "le teste calde", racconta degnamente di una squadra che, nonostante la concorrenza agguerrita nella capitale britannica, si è guadagnata stabilmente un posto nell'élite del calcio inglese.

Atletico Madrid-Tottenham: quando le coppe valgono una stagione

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La stagione di Atletico Madrid e Tottenham dipenderà molto dall'esito delle coppe. Da un lato Diego Simeone, ormai fuori dalla lotta per vincere la Liga, che ormai è una corsa a due tra Barcelona e Real Madrid. Il tecnico vuole portare la sua squadra avanti in Champions League dopo aver raggiunto la finale di Copa del Rey, nella quale incontrerà la Real Sociedad. Dall'altro il Tottenham di Igor Tudor, chiamato a salvare il salvabile in una stagione che ha preso una piega tremenda. Eliminati dalla Fa Cup al terzo turno dall'Aston Villa e sedicesimi in Premier League ad un solo punto dalla retrocessione, i londinesi hanno bisogno di fare strada nella massima competizione europea per trovare una soddisfazione in un annata decisamente negativa. Le due squadre ci hanno abituato a grandi stagioni europee, con entrambe le squadre vicine ad alzare la coppa dalle grandi orecchie negli ultimi anni.

L'Europa come via di riscatto, per due club che hanno dovuto lottare e sudare per uscire dall'ombra dei vicini più celebrati. Perché dietro quei soprannomi - "Colchoneros" e "Spurs" - non ci sono solo storie e curiosità, ma carattere, dedizione e tradizione, valori che scendono in campo ogni volta che un calciatore indossa la maglia di una delle due squadre. Per questo motivo Atletico Madrid-Tottenham non è mai solo una partita: è lo scontro di due identità, tra due club che si sono guadagnati il loro posto nel mondo del calcio.