A poche settimane dall'inizio del Mondiale i due mercati più popolosi al mondo, Cina e India, non hanno ancora acquistato i diritti televisivi.
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Nonostante manchi pochissimo all'inizio della competizione, come riporta "RMC Sport", la Cina non ha ancora siglato l'accordo per i diritti televisivi a causa di una distanza siderale tra la domanda della FIFA e l'offerta delle emittenti locali.
La Federazione internazionale ha inizialmente richiesto una cifra vicina ai 250 milioni di dollari, una somma che la televisione di Stato cinese ha giudicato del tutto fuori mercato, rispondendo con una proposta che non raggiunge nemmeno i 100 milioni. Il rischio di perdere gli ascolti di oltre un miliardo e mezzo di persone sta spingendo la FIFA a una mediazione frenetica dell'ultimo minuto per riuscire a trovare un accordo con il colosso asiatico.
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Mondiale 2026, oltre la Cina anche l'India è senza un accordo per i diritti televisivi
L'India si trova in una situazione speculare a quella cinese, vivendo uno stallo nelle trattative con la FIFA che sta mettendo seriamente a rischio la copertura mediatica dei Mondiali 2026 in uno dei mercati più grandi al mondo. A differenza del calcio europeo, che in India gode di una nicchia di appassionati molto attiva, il mondiale richiede un investimento che le emittenti locali non ritengono più sostenibile senza la partecipazione della propria nazionale e questo rende molto complicate le trattative con la FIFA che invece chiede cifre spropositate e impossibili da sostenere.Clicca sull’immagine qui sotto per accedere al palinsesto live e scopri tutti gli eventi su Bet365.
Il paradosso è che, nonostante l'India non abbia ancora un accordo per le trasmissioni ufficiali, la domanda di contenuti calcistici è ai massimi storici. Questo vuoto negoziale sta aprendo la strada a speculazioni su possibili soluzioni d'emergenza, come la cessione dei diritti a piattaforme di streaming meno convenzionali o un intervento dell'ultimo minuto da parte di TV private. Tuttavia, se il braccio di ferro dovesse continuare, la FIFA si troverebbe nella posizione di non poter mostrare il suo evento di punta a quasi un miliardo e mezzo di potenziali spettatori, proprio nel momento in cui sta cercando di globalizzare il marchio oltre i suoi confini tradizionali.
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