In Italia le polemiche legate al post Inter-Juventus non cessano. La simulazione in mondovisione di Bastoni ha aperto forti dubbi sulle capacità dell'arbitro La Penna e di tutta la sua categoria. Non solo il nostro Paese, tuttavia, ha a che fare in queste ore con discussioni legate al tema arbitrale. Anche in Spagna tanto rumore stanno facendo le dichiarazioni in diretta rilasciate da un ex arbitro, Uzar Azpitarte.
LA RIVELAZIONE
Clamore in Spagna, dichiarazioni shock dell’ex arbitro Azpitarte: “Sono azionista di otto club dagli Anni ’90”


Urizar Azpitarte spiazza tutti: "Sono azionista di 8 club"
—Fu attivo tra gli Anni '80 e gli Anni '90 in qualità di direttore di gara molto riconosciuto. Urizar Azpitarte, al Chiringuito, si è lasciato andare a una rivelazione quantomeno sorprendente: "Sono azionista della Real Sociedad e di altri sette club in Spagna, perché lavoriamo per tutti i club".
Uno scoop bello e buono. Alla base di questa attività ci sarebbe stata la conversione dei club in Società a Responsabilità Limitata: "Quando avvenne la conversione in Società a Responsabilità Limitata, non avevano soldi e mi dissero: 'Vi pagheremo in azioni'." Dati i debiti contratti con la sua azienda e l'impossibilità di sanarli dunque con del denaro contante, Azpitarte avrebbe acquisito delle quote dei club.
Lo sconcerto al Chiringuito
—Le parole di Azpitarte hanno scosso il programma dato che, come confermato dallo stesso arbitro, il tutto si sarebbe svolto quando era ancora in attività. A dire il vero, dato che i club si convertirono in SRL tra il 1991 e il 1992, il direttore di gara avrà arbitrato poche gare nelle quali aveva intessuto questo stretto rapporto coi club. Si ritirò, infatti, proprio nei primissimi Anni '90.
Ritenendola un'azione legale, Azpitarte ha raccontato che fossero tante le sedi nelle quali operava la sua azienda. Dunque non ci'era nulla di male nel vedersi ricompensato dalle diverse società indebitate con delle quote.
Se il conduttore del programma, Pedrerol, ha preso le difese dell'operato di Azpitarte, ritenendo che abbia sempre lavorato in buonafede, diversa è stata l'opinione di Jota Jordi. Per quest'ultimo, infatti, a confronto col noto caso Negreira, questo è ben più grave e necessita di approfondimenti.
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