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La "partita" tra Cristiano Ronaldo e la Juventus è ufficialmente giunta al fischio finale dell'arbitro. O meglio, del tribunale di Torino. Tra il fenomeno portoghese e il club bianconero era da tempo in corso una battaglia sulla questione relativa agli stipendi congelati durante il periodo del COVID 19 e ieri, dopo anni di batti e ribatti, il tribunale torinese ha preso la decisione definitiva.
Dopo la partita vinta sul campo, Cristiano Ronaldo vince anche quella in tribunale. Il giudice del lavoro di Torino Gian Luca Robaldo ha respinto infatti il ricorso del club bianconero contro il lodo arbitrale emesso nel 2024 che condannava a pagare 9,7 milioni (più gli interessi per un totale di 11) di arretrati al fenomeno portoghese. In più, oltre al danno la beffa perché la Juve non solo non riavrà indietro i soldi degli stipendi risalenti al periodo del Covid19 e dovuti al suo ex attaccante ma dovrà sostenere anche le spese per l’appello di circa 80 mila euro.
Come ricordiamo, la controversia nasce da un accordo salariale durante la crisi sanitaria, in cui Ronaldo e altri giocatori avevano concordato di posticipare parte dei loro stipendi, soprattutto in un momento in cui i campionati erano sospesi e quindi i club hanno visto i loro ricavi notevolmente ridotti. Quando il giocatore lasciò il club nel 2021, la questione rimase irrisolta e finì per essere portata in arbitrato nel 2024
Nell'aprile di quell'anno, CR7 aveva vinto il suo primo ricorso costringendo il club di Torino a versargli il 50% dei 19,5 milioni, ovvero gli arretrati non versati per la cosiddetta "seconda manovra stipendi" in merito alla stagione 2020/2021. Una decisione che ha subito scatenato la reazione della dirigenza bianconera che, in risposta, aveva presentato un reclamo al Tribunale del Lavoro per contestare la sentenza. Ma il giudice ha dato ancora ragione a CR7. Gioco, partita e incontro Cristiano Ronaldo.
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