È passato esattamente un anno da quando Cucho Hernandez e il Betis si sono incontrati e scelti, e il bilancio di questi primi 365 giorni lascia poco spazio alle interpretazioni: è stato un trionfo. I numeri raccolti ed elaborati in Spagna non mentono e restituiscono la foto di un giocatore totale, capace di partecipare attivamente a un'azione da gol ogni due partite disputate. Una media impressionante, da attaccante di razza, che certifica come la scommessa della dirigenza andalusa sia stata vinta su tutta la linea. Quando il colombiano è in campo, il Betis parte virtualmente con mezza rete di vantaggio, garantendo quella costanza che serviva come il pane al Benito Villamarin.
LA STATISTICA
Cucho Hernandez, un anno di magie al Betis: i numeri che fanno impazzire il Villamarin

L'impatto di Cucho Hernandez al Betis
—Non è solo una questione di numeri, perché il colombiano ci ha messo un attimo a capire cosa significa giocare per il Betis. Oltre a quella media gol spaventosa, Cucho Hernandez a Siviglia ha portato garra, strappi, e quel veleno agonistico classico dei sudamericani che ha fatto innamorare la curva fin dal primo giorno. Il dato del 50% di incisività nelle partite giocate è la ciliegina su una torta che la dirigenza andalusa si gusta da un anno esatto. Se questo è il biglietto da visita dei primi dodici mesi, il futuro a Siviglia promette fuochi d'artificio. L'attaccante è ormai al centro del progetto e sembra aver trovato l'habitat perfetto per esplodere definitivamente.

Un'assicurazione sulla vita
—C'è un altro aspetto che rende questo primo anno ancora più speciale, ovvero la continuità. Spesso gli attaccanti sudamericani che tornano in Europa vivono di fiammate, di mesi d'oro seguiti da lunghi digiuni che fanno tremare tifosi ed allenatori. Il colombiano no. La sua forza sta proprio nell'essere una costante minaccia, che tiene in apprensione le difese avversarie dal primo all'ultimo minuto.
Questa affidabilità ha trasformato il reparto offensivo del Betis, dandogli quella solidità che negli anni scorsi mancava. Non è solo questione di segnare, è questione di esserci sempre. E Cucho Hernandez al Betis c'è sempre. In un campionato spietato come la Liga, dove i punti pesano come macigni, avere un giocatore che garantisce un bonus ogni 180 minuti è un'assicurazione sulla vita per la classifica. La dirigenza può sfregarsi le mani, non solo per i risultati, ma perché il valore del cartellino è già schizzato alle stelle.
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