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Secondo gli autori del Telegraph il calcio - The Beautiful Game - ormai è compromesso. Colpa del VAR, delle perdite di tempo, dei gol su calcio piazzato, delle simulazioni. E gli autori del noto giornale sportivo propongono delle soluzioni per porvi rimedio.
Per Sam Dean è fondamentale limitare le perdite di tempo sui calci d'angolo: "Spesso gli ufficiali impediscono che l’angolo venga battuto per fare la ramanzina ai giocatori in area sul trattenersi. A che serve? I giocatori si terranno comunque. È compito dell’arbitro punire i falli sugli angoli, non perdere tempo cercando di convincere i giocatori a non commetterli. Andiamo avanti con il gioco".
A lui si unisce James Ducker, che vorrebbe un limite di 10 secondi sulle battute delle rimesse laterali. E se viene olterpassato il tempo? "Il possesso verrebbe assegnato agli avversari a 25 metri dalla porta in una delle due aree segnate sul campo". Poi la sua idea circa le simulazioni: "Otto minuti di espulsione temporanea per simulazione. Se nella stessa partita una squadra commette una seconda infrazione, agli avversari viene assegnato un rigore. Cinque episodi della stessa squadra nel corso della stagione comporterebbero la penalizzazione di un punto in classifica"
Thom Gibbs invece chiede di ritornare alle 3 sostituzioni: "L’ultimo quarto d’ora delle partite di Premier League è ormai punteggiato da continue interruzioni per far entrare giocatori, e le partite perdono ritmo e intensità". Inoltre, aggiunge il giornalista, le 5 sostituzioni favoriscono le società che possono permettersi una panchina più lunga delle altre, aumentando sempre di più il divario tra squadre grandi e piccole.
Per Jason Burt invece, un cambiamento che potrebbe ridurre gli equivoci potrebbe essere circa l'utilizzo delle mani. Per il cronista del Telegraph le mani non dovrebbero essere più tollerate. Trattenute, spinte, appoggi, dovrebbero essere sempre sanzionati. A meno che non ci sia la palla nello spazio del calciatore e le mani servano per questioni di equilibrio, bisognerebbe fischiare sempre quando vengono utilizzate.
I pareri riguardo il VAR e i suoi utilizzi sono molteplici nella redazione del Telegraph. C'è chi, come Luke Edwards, vorrebbe ridimensionare l'utilizzo del VAR: "Le cose chiare ed evidenti non richiedono diversi minuti di studio dei replay da varie angolazioni per essere determinate. Che si tratti di un fallo, di un tocco di mano o di qualsiasi altra situazione analizzata dal VAR".
Punto di vista onesto, se un'errore e chiaro ed evidente, non richiede 3 minuti di revisione. Edwards continua appoggiando l'idea di Wenger per il fuorigioco: "Se possiamo vedere uno spazio tra l’ultimo difensore e l’attaccante, sappiamo tutti che è fuorigioco. Non servirebbero linee. I tifosi allo stadio potrebbero capirlo molto meglio a occhio nudo, così come gli assistenti con la bandierina. Le esultanze potrebbero tornare a qualcosa di simile alla loro gloria passata". Da non sottovalutere per il giornalista quindi, anche quanto il VAR interrompa le emozioni della gente allo stadio e non.
A questo riguardo si unisce anche John Percy, ma con una visione un pò piu drastica. Per lui il VAR dovrebbe essere eliminato del tutto: "Quando ero ragazzo, tanti anni fa, la scarica di adrenalina più grande nel tifare la propria squadra erano le esultanze folli dopo un gol. Se poi era il gol vittoria nei minuti di recupero, ancora meglio. Togliere brivido ed entusiasmo al nostro sport nazionale non è solo scandaloso, ma rafforza l’idea che chi non conosce il gioco ne abbia preso il controllo. - continua Percy - Il VAR deve sparire o rischiamo di perdere generazioni di tifosi dal gioco che diciamo di amare"
Spesso in Italia pensiamo di essere gli unici ad avere problemi con il VAR, ma, come si evince dalle parole dei giornalisti del Telegraph anche in Inghilterra non sembrano passarsela meglio. La speranza è che con le nuove regole introdotte dall'IFAB in virtù del Mondiale qualcosa possa cambiare.
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