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Il mistero di Federico Chiesa

Antonio Marchese
Antonio Marchese
Nonostante le voci di un possibile addio, tra nuove opportunità in Premier e l'ipotesi di un ritorno in Italia, l'esterno italiano rimarrà ancora ai Reds. Ma ad Anfield non si vede la luce in fondo al tunnel
00:19 min

Quando Federico Chiesa arrivò al Liverpool nel 2024 all'ombra di Anfield Road comparvero magliette numero 14 ovunque, ad ogni angolo di strada i venditori ambulanti esponevano sciarpe con la faccia sorridente dell'attaccante. Il sorriso di Chiesa però in breve tempo si è stretto in un broncio di chi è consapevole che Arne Slot non lo considera un punto fermo dello scacchiere tattico della squadra.

Le fauci di Slot

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Tra perplessità iniziali e un minutaggio veramente esiguo, la consapevolezza di non rientrare nel progetto Liverpool ha preso sempre più forma. Federico Chiesa sin qui conta solo due gol all'attivo e 17 presenze, quasi mai titolare. Le statistiche impongono serie riflessioni su quanto e come l'esperienza in Premier League stia inevitabilmente segnando la carriera del 28enne.

Nella finestra del mercato invernale qualcuno pensava che il giocatore potesse liberarsi dalle fauci di Slot, ma per motivi forse incomprensibili l'attaccante è rimasto a Liverpool. Nemmeno con la crisi tra Salah e il club, il manager dei Reds ha mai pensato che per Federico potesse essere il momento giusto. Chiesa non ha mai proferito parola e detto nulla, mai niente fuori posto. Per lui si era parlato di Tottenham e anche di Chelsea, ma alla fine è rimasto a Liverpool.

La filosofia del ds del Liverpool

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Chi invece ha parlato della situazione del parco giocatori del Liverpool, è Richard Hughes, direttore sportivo del club e umo vicino a Slot. Hughes lo ha fatto durante il podcast The Reds Roundtable: “Fondamentalmente, entrambe le parti sono concordi nel ritenere che tutto ciò che riguarda la giornata della partita, la scelta della squadra, le tattiche, sia sempre di competenza del manager o dell’allenatore. Quello è il loro dominio. È molto importante non entrarci”, ha spiegato Hughes.

"Certo che parliamo di calcio e di prestazioni, ma lascio sempre che sia Slot a guidare la questione, aspettare sempre il momento giusto per condividere queste cose è fondamentale. Bisogna cercare costantemente di aiutare le persone fuori dal campo nel loro adattamento. È normale che i giovani che arrivano da un altro Paese impieghino tempo: il calcio è diverso, l’ambiente pure”. L’obiettivo, però, è accompagnarli senza soffocarli: “Vuoi essere lì per sostenerli e lasciarli trovare la propria strada”.

Federico Chiesa è al club da un solo anno

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Hughes parla poi così di Federico Chiesa “Tutti questi giocatori sono qui per un’ottima ragion, siamo stati molto contenti di quello che abbiamo fatto quest’estate. Finché i giocatori sono quelli giusti, le prestazioni arriveranno. Ma non bisogna dimenticare chi è già qui da anni o Federico Chiesa, che è al club da un solo anno".