Il debutto è arrivato in occasione dei sedicesimi di finale di Coppa di Francia, a dicembre: la replica nella finale tra Lens e Nizza

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Il Lens trionfa in Coppa di Francia: che notte per i giallorossi!

Durante la finale di Coppa di Francia, vinta dal Lens per 3-1 contro il Nizza, è stato messo in atto un importante progetto mirato a combattere l'omofobia negli stadi. La sperimentazione, condotta dalla Federazione calcistica francese (FFF) a partire dalla fine di dicembre con i sedicesimi di finale con Grenoble-Nancy, si basa sull'impiego di un gruppo speciale di osservatori.

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Le critiche dei tifosi al progetto

Come riporta L'Equipe, Michel Bortot, il delegato per la finale di Coppa di Francia ha evidenziato le difficoltà operative del progetto: «Devo ammetterlo: non possiamo sentire tutto. Ed è davvero molto complicato». Il direttore generale della Federazione, Jean-François Vilotte, ha invece definito l'iniziativa «Una misura pragmatica», spiegando nel dettaglio la composizione del team: «il gruppo è composto da un rappresentante della FFF, un secondo delegato e un terzo del settore non profit». Gli osservatori, seduti in prima fila accanto al delegato di gara, hanno il compito di intercettare e segnalare comportamenti di odio o discriminatori, chiarendo la loro metodologia: "Faremo un briefing ogni quindici minuti e vi contatteremo se dovessimo sentire qualcosa".
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La creazione di questo gruppo di osservatori si è rivelata un dispositivo controverso. Da una parte, Vilotte è irremovibile sulla linea dura: "Il calcio non ha una bolla protettiva che lo renda una zona di extraterritorialità legale". Dall'altra, la Lega Calcio Professionistica (LFP) preferisce la cautela e "attende il rapporto completo" prima di esprimersi, mentre l'Associazione Nazionale dei Tifosi si oppone duramente all'iniziativa, definendo i gruppi come "commissioni di delatori i cui membri non hanno competenze legali".

La risposta della Federazione francese

A queste critiche, Vilotte ha replicato inviando un messaggio perentorio: "Il calcio non ha una bolla protettiva che lo renda una zona di extraterritorialità legale". Per smorzare le tensione e difendere la bontà del progetto, ha poi voluto rassicurare l'ambiente sportivo in merito al ruolo degli addetti: "Questi osservatori non sono lì per fare i poliziotti; sono sugli spalti per vedere cosa succede e, in caso di cori problematici, per segnalarlo ai delegati. La loro opinione viene poi presa in considerazione. Chi può essere contrario? Nessuno ha la bacchetta magica; bisogna agire".

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