L'ex attaccante svela il suo dramma del 2006: escluso inspiegabilmente da Domenech, tifò contro i connazionali ed esultò alla vittoria dell'Italia a Berlino

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Il Mondiale del 2006 vinto dall'Italia resta ancora una grande ferita aperta per la Francia, che si è dovuta arrendere ai calci di rigore nella magica notte di Berlino. Proprio di quella rassegna iridata è tornato a parlare il francese Ludovic Giuly. Intervistato al podcast Kampo, l'ex giocatore del Barcellona ha lasciato trasparire tutta la sua enorme frustrazione. L'esterno in quel momento era all'apice assoluto della carriera, ma l'allora CT francese Raymond Domenech decise clamorosamente di non convocarlo. Una scelta mai digerita dal francese. "Il peggio di tutta questa storia è che non ho mai ricevuto alcuna spiegazione. Avrei preferito che mi dicesse apertamente in faccia: 'Ludo, non ti porto al Mondiale perché il tuo segno zodiacale del Cancro non mi va a genio, oppure semplicemente perché non ti sopporto", ha dichiarato Giuly con immensa amarezza.

Barcelona v Celta Vigo

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L'incredulità dei fuoriclasse del Barcellona

La mancata convocazione aveva infatti del clamoroso, considerando lo stato di grazia del giocatore. Nella stagione 2005-06, Giuly vestiva la maglia del Barcellona e aveva appena vinto da grande protagonista la Liga, la Supercoppa di Spagna e persino la Champions League, in finale contro l'Arsenal. A rimanere basiti dalla folle scelta di Domenech non furono solo i tifosi, ma anche i suoi compagni di squadra più illustri in terra catalana. Come rivelato dallo stesso francese, Samuel Eto'o faticò a credergli dicendogli senza filtri di "smetterla di dire stronzate", mentre fuoriclasse del calibro di Ronaldinho pensavano letteralmente che si trattasse di uno scherzo.

Giuly Mondiali 2006
BARCELLONA, SPAGNA - 21 SETTEMBRE: Ludovic Giuly del FC Barcelona festeggia il suo gol durante la partita di Liga tra FC Barcelona e Valencia CF, giocata allo stadio Camp Nou, il 21 settembre 2005 a Barcellona, Spagna. (Foto di Luis Bagu/Getty Images)

L'odio sportivo, il rigore di Trezeguet e l'esultanza azzurra

Un'ingiustizia sportiva che ha spinto l'ex Roma a compiere un gesto estremo. Giuly era talmente amareggiato dalla decisione del CT da rifiutarsi di guardare le partite della sua Nazionale, arrivando ad ammettere di aver desiderato fortemente il fallimento sportivo dei suoi compagni. Il culmine del rancore è stato raggiunto durante la drammatica lotteria dei rigori nella finalissima tra Francia e Italia.

L'esterno ha infatti confessato, durante l'intervento al podcast Kampo, di aver pregato intensamente affinché David Trezeguet sbagliasse il suo tiro dal dischetto. Al rigore decisivo segnato da Fabio Grosso, che ha sancito il trionfo azzurro e il ko transalpino, Giuly si è liberato di tutto il peso, urlando di gioia e abbracciandosi per i festeggiamenti con tutti i membri della sua famiglia.

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