Non è mai semplice cambiare calcio, lingua e cultura a soli 18 anni. Claudio Echeverri lo ha fatto tutto insieme, passando dal River Plate al Manchester City, uno dei club più ambiziosi d’Europa. Un salto enorme, forse inevitabilmente traumatico. Per questo Pep Guardiola aveva scelto la via del prestito al Bayer Leverkusen: un passaggio intermedio per crescere senza pressioni e adattarsi al ritmo europeo. In Germania, però, le cose non sono andate come previsto. Poco spazio, tanta panchina e la sensazione di non riuscire a esprimersi. “Sono stati mesi difficili, ero triste”, ha ammesso dopo la vittoria del suo Girona contro il Barcellona. Parole che raccontano più di qualsiasi statistica.
Dichiarazioni
Girona, Echeverri: “Al Leverkusen ero triste, qui sono di nuovo felice”

LISBONA, PORTOGALLO - 5 NOVEMBRE: Claudio Echeverri del Bayer 04 Leverkusen osserva durante la partita MD4 della fase di lega della UEFA Champions League 2025/26 tra SL Benfica e Bayer 04 Leverkusen all'Estadio da Luz il 5 novembre 2025 a Lisbona, Portogallo. (Photo by Carlos Rodrigues/Getty Images)

L'esperienza in Germania ed ora il Girona: la rivincita di Echeverri
—“El Diablito”, lo chiamavano così in Argentina per il suo talento ribelle e per quella personalità sfrontata che lo rendeva diverso dagli altri. Una scintilla che a Girona sta tornando ad accendersi, dopo essersi affievolita nei mesi complicati al Bayer Leverkusen. In Germania Echeverri ha trovato poco spazio e ancora meno continuità: tante panchine, minuti centellinati e poche occasioni per mostrare davvero le sue qualità. Un contesto che, almeno in questa fase della carriera, non si è rivelato ideale per un classe 2006 ancora in piena crescita.

Così il Manchester City, proprietario del cartellino, ha scelto di cambiare strategia: sei mesi al Girona, in un ambiente più favorevole e meno pressante, dove potesse sentirsi importante. Anche in Spagna parte spesso dalla panchina, ma quando entra lascia il segno. Contro il Barcellona ha inciso nell’azione del 2-1, recuperando palla su Koundé e accendendo la ripartenza decisiva. Ora vuole prendersi spazio e futuro: a Manchester e con l’Argentina. Perché il talento, a volte, ha solo bisogno di tempo.
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