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Il ritorno di Olivier Giroud in Ligue 1 doveva essere la "last dance" perfetta, il trionfale giro d'onore di un campione tornato in patria a 39 anni per chiudere un cerchio aperto oltre un decennio fa. Invece, l'inverno del 2026 sta trasformando il sogno in un incubo sportivo per il Lille e per il suo centravanti. La pesante sconfitta casalinga per 1-4 contro lo Strasburgo, l'ennesima di un inizio anno disastroso, ha scatenato una contestazione che non ha risparmiato nessuno, nemmeno il miglior marcatore della storia della nazionale francese.
Al momento della sua sostituzione, dagli spalti è piovuta una bordata di fischi indirizzati al centravanti francese. Per Giroud, abituato a lottare e a smentire gli scettici, questa volta il colpo è stato duro. "Provo sentimenti contrastanti", ha ammesso l'attaccante in mixed zone, con il volto segnato da una delusione palpabile.
Il Lille è avvitato in una spirale negativa terrificante: cinque sconfitte consecutive dall'inizio del 2026, un ruolino di marcia da retrocessione che ha visto la squadra affondare in campionato ed essere eliminata dalla Coppa di Francia. Giroud, arrivato per portare esperienza e gol (e con l'arduo compito di non far rimpiangere Jonathan David), si trova ora a dover gestire una crisi di nervi collettiva.
Le parole del numero 9 sanno di appello all'orgoglio, un tentativo da leader di ricompattare un ambiente sfilacciato. Giroud ha chiesto tregua e supporto, nonostante comprenda la rabbia della piazza: "Tutti al club devono stringersi, i giocatori, lo staff e tutti i nostri tifosi. Solamente tutti insieme che risaliremo il pendio" .
La situazione, però, resta critica. Con una difesa che imbarca acqua e un attacco che fatica a pungere, la "doppia missione" di Giroud — trascinare il Lille in Europa e chiudere la carriera tra gli applausi — sembra essersi complicata maledettamente. I fischi del suo pubblico sono una ferita aperta, ma se c'è un giocatore che ha costruito una carriera sulla resilienza, quello è Olivier Giroud. La prossima sfida sarà già decisiva: non solo per la classifica, ma per ricucire uno strappo che oggi appare profondo e doloroso.
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