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Le parole

Gullit boccia il calcio moderno: “Mi annoia, non vedrò più una partita. Servono giocatori come Yamal”

Vincenzo Di Chio
L'olandese ha espresso tutta la sua delusione nei confronti di un calcio sempre più monotono e statico, che non vive più di impulsi e fantasia
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Ruud Gullit in una recente intervista ha criticato aspramente il calcio moderno. La leggenda olandese è stata una stella degli anni '80 e '90, vestendo le maglie del Milan e del Chelsea, collezionando anche un Pallone d'Oro e vincendo la Champions League. Di questo attaccante ha sempre colpito la sua capacità immane di saltare l'uomo e colpire verso la rete; ed è proprio per la mancanza di queste giocate che l'attaccante si è lamentato del calcio attuale.

Gullit e la monotonia del calcio moderno

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Ruud Gullit non si trattiene e critica pesantemente il calcio di oggi ai microfoni di Ziggo Sport: "Ho deciso che non vedrò più una partita. L’ultima che ho guardato mi ha fatto capire che non è più il calcio di una volta: in Arsenal-Chelsea non ho visto quella voglia e quella determinazione che avevamo noi in campo".

Secondo l'olandese, il problema odierno non è una questione di fisicità, bensì la mancanza del guizzo vincente e dell’abilità nell’uno contro uno: nelle sue parole, i calciatori sembrano quasi più orientati a completare passaggi che a chiudere l’azione con un gol. Lo stesso Gullit ha definito il match tra Arsenal e Chelsea "orribile e terribile, privo di colpi di scena, con troppa attenzione alla tattica e alle situazioni da calcio da fermo piuttosto che all’improvvisazione".

Pur condannando lo spettacolo offerto da partite come quella del derby di Londra, Gullit ha trovato anche una nota positiva: "Ci sono giovani giocatori in grado di saltare l’uomo e superare gli avversari, come Lamine Yamal, che considero uno dei pochi capaci di mettersi in proprio e di creare valanghe di occasioni da gol. Dove sono i giocatori che sanno palleggiare? Oggi non si fa altro che passare, passare, passare...".

Oltre gli schemi, il calcio resta emozione pura: ed è proprio quella a cui fa riferimento l'olandese, che vorrebbe un calcio più dinamico a discapito della tattica e del poco spettacolo mostrato in determinate partite.