L'ex giocatore dell'Inter, alle prese con delle accuse molto delicate, ha rotto il silenzio uscendo allo scoperto parlandone pubblicamente in Francia con una lunga intervista

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Achraf Hakimi guardalinee: è un sosia o è proprio lui?

Dopo l'inchiesta giudiziaria che lo vede indagato per violenza sessuale, per la prima volta Achraf Hakimi ha deciso di intervenire e parlare pubblicamente. Il terzino marocchino ex Inter, è al centro di uno scandalo su alcune accuse risalenti al 2023 con il racconto di una donna con l'insistenza del calciatore, conosciuto sui social, a trascorrere una notte insieme. In un primo momento non c'era stata denuncia, poi la vittima ha deciso di raccontare tutto alla Polizia. Hakimi si è sempre ritenuto innocente, rischiando comunque di andare a processo. Per la prima volta ha deciso così di parlare ai media francesi per divulgare la sua versione della storia, intervista integrale che andrà in onda questa sera a Canal +. 

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Hakimi Marocco alle Olimpiadi
Hakimi Marocco alle Olimpiadi (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Le parole di Achraf Hakimi sull'accusa di violenza sessuale

Anche a Parigi i riflettori sono puntati sul caso Hakimi, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Il giocatore, dopo tanto tempo, ha così deciso di uscire allo scoperto e parlare pubblicamente dell'accaduto al format Clique su Canal+.

PSG Atalanta
Achraf Hakimi, capitano del Paris Saint Germain in azione durante la sfida di Ligue 1 contro l'Olympique Lione (Foto di Catherine Steenkeste/Getty Images for Qatar Airways)

Queste le parole del giocatore: "La cosa più falsa che è stata detta su di me? La violenza sulla ragazza". "È una menzogna, è  stato il colpo più duro che ho subito, per me e per la mia famiglia. I miei figli sono piccoli e un giorno leggeranno quello che è stato scritto: è una cosa che da papà fa di certo molto male"

Hakimi poi ha ricordato l'esatto momento in cui ha appreso la notizia: "Me lo disse la mia avvocata. Sono innocente: so chi sono, so di non aver fatto nulla e mai lo farei. Ho chiesto io stesso di parlare con la polizia e mettere a disposizione il mio DNA. Grazie al lavoro della polizia sono emersi elementi importanti".

Il difensore arrivato sesto nella cerimonia del Pallone D'oro ha ammesso di aver cambiato entourage e aggiunge: "Nel calcio siamo esposti a tanti rischi, tra cui i ricatti. Dopo questa vicenda ho ristretto molto il mio cerchio di fiducia". Infine, un attacco alla stampa: "Hanno sporcato il mio nome e la mia dignità parlando senza sapere. Non auguro a nessuno di essere accusato falsamente".

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