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CHAMPIONS LEAGUE

Il Benfica arriva a Madrid e Mourinho lascia subito l’hotel: ecco il motivo

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Mourinho torna a Madrid con il Benfica, lascia l'hotel per un incontro speciale. Squalificato, seguirà la partita di Champions League dalla tribuna.
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Il ritorno di José Mourinho a Madrid non è mai una questione banale e la vigilia dell'attesissimo scontro di ritorno dei playoff di Champions League tra il suo Benfica e il Real Madrid non ha fatto eccezione. Arrivato nella capitale spagnola con la difficile missione di ribaltare lo svantaggio dell'andata (0-1 al Da Luz), lo Special One ha subito catalizzato l'attenzione dei media iberici e lusitani, regalando il solito mix di carisma e colpi a sorpresa.

La curiosa uscita di Mourinho

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Il fatto più curioso della giornata, riguarda i movimenti del tecnico lusitano subito dopo l'arrivo della squadra all'Hotel Intercontinental. Appena la comitiva delle Águias ha preso possesso delle proprie stanze, Mourinho è stato pizzicato dalle telecamere mentre abbandonava immediatamente la struttura alberghiera a bordo di un'auto.

Mourinho Benfica Real Madrid

Nessun intrigo di mercato o riunione d'emergenza con la dirigenza: secondo i reporter presenti sul posto, la situazione era da tempo programmata. Come riporta A Bola, Mourinho, approfittando del momento di pausa dopo il viaggio, è andato a a trovare un caro amico in un ospedale della capitale spagnola.

L'extra campo di Real-Benfica

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Il clima sportivo attorno alla partita, tuttavia, è tutt'altro che sereno e rilassato. Mourinho dovrà seguire la decisiva sfida del Santiago Bernabéu dalla tribuna, essendo squalificato, motivo per cui ha anche scelto di declinare la conferenza stampa della vigilia lasciando la parola al suo vice João Tralhão. A rendere l'ambiente ancora più teso c'è la delicata e accesa situazione legata al suo talento argentino Gianluca Prestianni, al centro di fortissime polemiche e tensioni ambientali sin dalla gara di andata. Il Benfica sta però cercando di fare di necessità virtù, sfruttando l'ostilità esterna per compattare il gruppo e creare quello spirito guerriero che è il vero marchio di fabbrica delle squadre di Mou.

Tra le lusinghe del suo ex pubblico, la pressione di un dentro o fuori europeo contro una corazzata e le immancabili frizioni extra-campo, la tavola è apparecchiata. Anche se lo Special One non siederà fisicamente in panchina, la sua presenza sta già dominando l'orizzonte di Madrid.