Il Real Madrid fa autocritica, cosa rara dalle parti della Casa Blanca. La debacle di Lisbona non rappresenta soltanto una sconfitta pesante sul campo, ma anche un campanello d'allarme che ha risuonato forte negli uffici di Valdebebas. Il fatto di non rientrare nelle prime otto della League Phase di Champions League ha accelerato una profonda riflessione all'interno del club. Oggi, i Blancos ammettono apertamente ciò che fino a poco tempo fa non era mai stato detto in maniera chiara: "il piano di rinnovamento non ha funzionato".
L'ammissione
Il Real Madrid fa mea culpa dopo Lisbona: “Abbiamo fallito con il piano di rinnovamento”

Il difficile compito di sostituire Casemiro, Kroos e Modric
—A raccontarlo è stato Anton Meana, intervenuto a El Larguero su Cadena SER. Il giornalista sottolinea come "per la prima volta, parlando con figure chiave della dirigenza blanca, emerge una sensazione condivisa di fallimento nella pianificazione del ricambio generazionale, soprattutto a centrocampo". Un'ammissione pesante, quasi storica, per una società abituata a mascherare le crepe dietro i successi.
Il progetto, sulla carta, era chiaro e ambizioso. Anticipare il futuro, preparando il dopo Casemiro, Kroos e Modric, prima ancora che il presente fosse finito. Per questo il Real Madrid ha investito cifre importanti su profili giovani e di grande prospettiva come Camavinga, Tchouameni e Arda Guler, oltre ad operazioni "minori" come Brahim Diaz e Dani Ceballos. L'obiettivo del club era di attenuare il più possibile l'addio del miglior centrocampo della propria storia, in termini di titoli vinti. Un trio capace di vincere quattro Champions League e di segnare un'epoca irripetibile.
Real Madrid, quanto mancano quei tre
—La realtà, però, si è dimostrata ben diversa. Nel frattempo, sono passati tre allenatori diversi, sono cambiati sistemi e interpreti, ma quel salto di qualità atteso non è mai arrivato. Il peso specifico, la leadership e la capacità di governare le partite che garantivano Casemiro, Kroos e Modric non sono più presenti. Il club lo sa e ora lo dice apertamente: la pianificazione sportiva ha avuto falle evidenti.

Questo non significa che il Real Madrid rinneghi la qualità della propria rosa. Anzi, la dirigenza continua a considerarla una delle migliori del mondo, con stelle assolute come Vinicius, Bellingham e Mbappe. Ma resta una consapevolezza chiara: i giocatori acquistati per raccogliere l'eredità del vecchio centrocampo non sono ancora stati in grado di colmare quel vuoto.
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