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Ieri sera si è chiuso il turno infrasettimanale di Premier League con il derby londinese tra Tottenham e Crystal Palace. Nel Nord di Londra è successo quello che lassù dalle parti di Park Lane temevano. Il Tottenham perde 3-1 e adesso è davvero nei guai.
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Stadio pieno, come da copione. In Inghilterra è così, sia se giochi per vincere la Premier League che per salvarti. Il Crystal Palace gioca e fa la partita, gli Spurs però trovano il gol della speranza con la zampata sottoporta di Dominic Solanke. A quel punto la squadra di Tudor dovrebbe iniziare a fare calcio, ma è il Palace che riprende a tessere la tela. Ismaïla Sarr scappa via in area di rigore al capitano Micky van de Ven, fallo da ultimo uomo e cartellino rosso. Lo stesso Sarr dagli undici metri mette Guglielmo Vicario al tappeto. Passano cinque minuti e Adam Wharton invita Jørgen Strand Larsen al banchetto, l'uomo da 50 milioni porta in vantaggio le Eagles. Non è finita, passano una manciata di minuti e Wharton delizia ancora la platea con un assist che si candida tra i top 3 della Premier League 25/26, Sarr si presenta davanti a Vicario e lo beffa in uscita. 1-3. Lo stadio si svuota. La gente torna a casa.
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Facce scure, preoccupate. I tifosi che hanno deciso di rimanere e assistere al secondo tempo lo fanno in maniera silenziosa. Igor Tudor prova ad incitare i suoi, butta nella mischia Richarlison. Toglie Pedro Porro che si arrabbia e non prende benissimo la sostituzione. Il Palace amministra la gara, il settore ospiti continua a cantare. Le Eagles potrebbero anche rendere più rotondo il risultato, ma non affodandano. La squadra di Oliver Glasner si accontenta. Finisce tra i fischi e uno stadio mezzo vuoto, il Tottenham dell'era Tudor vive un incubo. Terzo ko di fila per l'ex manager di Lazio e Juventus, 9 gol subiti in tre partite. 3 derby di Londra persi. 29 punti in classifica, solo un punto in più di Nottingham Forest e West Ham. Adesso si lotta davvero per non retrocedere.
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