Il difensore dell'Irlanda, Seamus Coleman, parla del clima attorno alla sfida di Nations League tra Irlanda e Israele
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Continua a far discutere in Irlanda la possibile sfida di Nations League contro Israele. Nelle ultime ore, a intervenire sulla questione, è stato il difensore della nazionale irlandese, Seamus Coleman, il quale ha commentato il clima attorno alla partita e le polemiche nate negli ultimi giorni, a seguito delle note vicende geopolitiche che coinvolgono il governo della nazionale israeliana.
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Le parole del difensore irlandese
Intervenuto ai microfoni della BBC, Coleman ha affrontato apertamente il tema legato alla possibile sfida contro Israele in Nations League, spiegando la propria posizione personale: "So distinguere il bene dal male". Il match tra le due squadre dovrebbe andare in scena su campo neutro il prossimo 27 settembre, tuttavia, in Irlanda sarebbero aumentate le pressioni riguardo un possibile boicottaggio della partita, come gesto di solidarietà in favore della popolazione palestinese.
A tal proposito, nel corso dell'intervista alla nota testata britannica, il difensore dell'Everton ha espresso il suo punto di vista: "La mia posizione è molto chiara sul fatto che non sarebbe dovuto spettare a Nathan, ai calciatori più giovani, alla Repubblica d'Irlanda, ai tifosi o al commissario tecnico rispondere a domande su questo tema. La questione sarebbe dovuta essere gestita ai piani più alti. Anche io sono un padre di famiglia, sono un marito, ho un cuore e sono in grado di distinguere ciò che è bene da ciò che è male".
👏🇮🇪 Seamus Coleman with a top answer when asked about Ireland's match against Isr**l.
— Faithfull Ballers (@FaithfullBaller) May 28, 2026
🇵🇸 The people of Ireland have been vocal against Isra*l and their support for Gaza. Do keep the people of Palestine in your prayers. pic.twitter.com/RVSfICyB3V
Il commento di Coleman
Successivamente, Coleman ha continuato dicendo: "Se domandassi a voi la stessa cosa, sono certo che avreste tutti la stessa opinione su ciò che sta succedendo. È una vicenda drammatica, è tristissima ed è una posizione molto scomoda per noi calciatori. Continuo a credere che non dovremmo trovarci in questa situazione. Nella maniera più assoluta. È doveroso rispondere a riguardo, ma è davvero molto scomodo per noi".Infine, il difensore ha chiuso il suo intervento ribadendo la posizione dell'Irlanda: "Credo che questa responsabilità non sarebbe dovuto ricadere su calciatori di 22, 23 o 24 anni che sono qui soltanto per giocare per l'Irlanda. Non sarebbe dovuto toccare a loro. Rappresentiamo il popolo della Repubblica d'Irlanda, per cui, dobbiamo tenere contro anche dell'opinione degli irlandesi sul tema. Non è per nulla facile e, soprattutto, riguarda l'aspetto umano, il che è importantissimo. Come detto dal ct, non sarebbe dovuto spettare a noi affrontare la questione. Dopo subentra la parte sportiva, legata alle sanzioni e a tutte le conseguenze del caso, ma è davvero complicato per noi calciatori, per il commissario tecnico e per tutto lo staff dover gestire un tema simile. Tuttavia, le nostre sensazioni in quanto esseri umani vi sono ormai chiare".
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