Il capitano del Betis apre il cuore tra riflessioni familiari, gli infortuni e la storica qualificazione in Champions con la maglia verde-bianca
Il Real Betis vince e torna in Champions: parte la festa allo stadio
Cinque Champions League vinte con il Real Madrid, una carriera segnata da gloria e lampi di genio, eppure mai Isco si è ritrovato a piangere a dirotto come quel pomeriggio in cui ha riscritto la storia del Betis insieme ai compagni, staccando il biglietto per la massima competizione europea. Una confessione intima sulla famiglia, sugli infortuni e su una felicità ritrovata.
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Isco, gli infortuni e le parole sul figlio
Prima dei gol, degli assist e dei trofei, c'è spesso un padre. Nell'intervista esclusiva a Marca, Isco ha parlato apertamente del suo figlio più piccolo, che lo ha visto in prima persona nei suoi momenti più bui causati dagli infortuni: "Ho visto mio figlio soffrire con me, e questo mi ha toccato nel profondo. Ha paura di giocare a calcio per paura di infortunarsi".Il fantasista ha poi parlato nel dettaglio dei suoi infortuni, facendo intendere come un suo ritorno in campo non era affatto scontato: "Mi dissero che non sapevano se sarei riuscito a tornare a giocare a calcio di nuovo, dopo l'infortunio che ho avuto. Non mi assicurarono che gli interventi previsti avrebbero sistemato le cose. Sono stati mesi davvero duri, ma il calcio per me è sempre stato tutto e mi ha spinto a riprendermi. Tutt'ora non gioco al 100% e sto riuscendo a giocare anche grazie ai farmaci, ma piano piano sto uscendo dal tunnel". Un percorso lungo e complicatissimo, che però Isco ha superato con la giusta mentalità, riuscendo a tornare in campo facendo ciò che più ama.
Betis in Champions: le lacrime in campo di Isco
Quando il fischio finale ha portato il Betis al suo traguardo storico, Isco non è riuscito a trattenersi, una reazione che lui stesso ha contestualizzato: "Mi sono emozionato molto, è la verità. È stato un anno carico di tensione e quelle sono state lacrime di gioia, di liberazione. Abbiamo raggiunto un obiettivo molto importante e mi è venuto naturale. Ho pianto più per questa qualificazione con il Betis che per molte delle cose vissute al Real Madrid". Non un atto d'accusa verso il club che lo ha consacrato come calciatore, quanto più una confessione di chi ha imparato quanto il valore di un traguardo si misura con la fatica fatta per raggiungerlo.Per il Betis, si è trattata della prima qualificazione in Champions League dal 2005 e solo la seconda della sua storia e Isco, che quella coppa ha avuto modo di conoscerla molto bene, la vivrà come se fosse la prima volta.
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