derbyderbyderby calcio estero Keylor Navas e la povertà: “Pregavo che mia figlia non chiedesse una bici”

IL RACCONTO

Keylor Navas e la povertà: “Pregavo che mia figlia non chiedesse una bici”

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Un episodio che rapidamente è andato virale in Spagna, con le parole del portiere piene di rammarico ed emozione poste sotto ai riflettori da tutti i maggiori quotidiani
Michele Massa
Michele Massa

A cuore aperto il portiere Keylor Navas ai microfoni di ASha raccontato alcuni episodi della sua carriera. Tra i vari, ha voluto ricordare il suo primo anno in Europa, all'Albacete. Una stagione difficile, complice la crisi societaria che ha messo il costaricano e i suoi compagni in piena difficoltà economico con le mensilità ai minimi federali.

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Il racconto di Keylor Navas e la povertà vissuta all'Albacete

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Ai microfoni del quotidiano spagnolo, l'ex Real Madrid ha raccontato di un episodio datato 2010, quando il portiere è stato vittima della crisi societaria del suo Albacete: "Dieci giorni prima dell'arrivo della fine del mese avevo zero euro sul conto e dovevamo attingere dalla carta di mia moglie. Nella stagione 2009/10 giocavo all'Albacete e il club era in procedura di insolvenza e gli stipendi erano ridotti. Vivevo con mia moglie e mia figlia e non ci potevamo permettere nulla, tutti i soldi finivano tra affitto e spesa per mangiare".

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Impresso nella mente del portiere, c'è il compleanno della figlia e quella difficoltà economica che non gli ha permesso di poter far scegliere in tranquillità il regalo alla piccola: "Il giorno del compleanno della mia bambina, decidemmo di portarla in un negozio di giocattoli, facendole scegliere liberamente il suo regalo.In cuor mio però pregavo che non scegliesse la bicicletta. Costava troppo e non avrei potuto pagarla, sarebbe stato umiliante per me. Fortunatamente lei ha scelto altro ma quei momenti li ricordo come se fosse ieri".

Un ricordo che ha pesato tanto nella testa di Keylor Navas, che ha poi spiegato l'importanza dei soldi nella sua vita, specialmente nella sua gioventù, quando in Costa Rica viveva nella povertà assoluta e per necessità ha iniziato da giovanissimo a lavorare nei campi e nella pesca.