derbyderbyderby calcio estero Il Calcio a Londra: il Millwall Brick e i reduci di guerra dell’Ungheria
Il Calcio a Londra

Il Calcio a Londra: il Millwall Brick e i reduci di guerra dell’Ungheria

Antonio Marchese
Antonio Marchese
Tra tradizione e immagini epiche, l'uscita della stazione di South Bermondsey è la finestra su un mondo di racconti che abbracciano il Millwall e la storia degli Hooligans
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Tra le storie e le leggende metropolitano che aleggiano sul Millwall, oggi vi narriamo una favola, come quelle che i vostri nonni vi raccontavano quando eravate piccoli la sera, prima di rimboccarvi le coperte. Tenete a mente questo termine: Millwall Brick. L'uscita della stazione di South Bermondsey è inquietante per certi versi ma affascinante per via di tutte le storie che si raccontano sul Millwall. Sotto il Tamigi, a cinque minuti di treno da London Bridge giocano i Lions, o se preferite i Dockers. Il Millwall è  la squadra della periferia londinese, che più di tutte viene accostata al fenomeno Hooligans.

Dal famoso sottopasso di Zampa Road si intravedono gli spalti del The Den e si scorge l’entrata della The Barry Kitchner Stand. Camminando in questa terra di mezzo si passa davanti a una pescheria e un meccanico senza denti che ci guarda con fare minaccioso. Eccoci davanti al famigerato The Den, la tana dei Leoni del Millwall. Atmosfera lugubre, cielo grigio e il fumo delle fabbriche a tingere l'aria tetra, tutto in perfetto stile Millwall. In mezzo a pozzanghere profonde come torrenti e vetri verdastre riconducibili a bottiglie di birra abbandonate dall'altra parte della strada, lo sguardo cade su un giornale accartocciato che svolazza in mezzo a Bolina Road.

Millwall Bushwackers

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La mente viaggia in fretta, facendosi spazio tra i nuvoloni e torniamo indietro fino al 1918, precisamente 8 Novembre. Fu la prima volta che su un giornale comparve la parola hooligan, precisamente sulla prima pagina del Der Tiroler, un giornale di lingua tedesca, pubblicato a Bolzano, nel Nord Italia, in riferimento a reduci di guerra ungheresi che saccheggiavano e incendiavano villaggi alla fine della Prima guerra mondiale. Smette definitivamente di piovere e il sole cerca di farsi luce dietro alla coltre di nuvoloni scuri che rimangono sempre allerta, minacciosi, proprio come due omoni che arrivano a passo lento da una via laterale. L’inconfondibile accento, una lattina di birra da 500ml che sbuca dalla tasca della giacca e la sciarpa dei Millwall Bushwackers saldamente legata al collo.

Il Millwall Brick

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La scena epica ci catapulta agli anni ottanta, ai tempi della F-Troop, uno dei gruppi più violenti, poi diventato Bushwackers, del panorama calcistico inglese. Il nome prese ispirazione da un gruppo di guerriglieri che tendeva imboscate nel corso della guerra civile americana. Anni violenti, in cui gli stadi erano trincee e le partite di calcio delle battaglie, anni in cui spopolò l’invenzione del Millwall Brick, arma improvvisata con la carta di giornale, piegata e schiacciata a tal punto da ottenere la stessa consistenza di un bastone. Secondo alcune leggende metropolitane il termine Hooligans deriva dal cognome di un malvivente di origini irlandesi, un certo Patrick Hooligan, che visse per lungo tempo in quel di Londra.

Hooley’s Gang

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Altre teorie sostengono che il nome derivi da Hooley’s Gang, ovvero una banda di delinquenti originaria di Islington. C'è chi invece sostiene che la parola Hooligan fosse legata a hooley, ossia ‘festa sregolata’ nel gergo irlandese. Inizia nuovamente a piovere e il giornale si consuma sulle nostre scarpe, ormai fradice, l'odore della birra si mischia all'aria fredda e la foschia ricopre le strade, che da queste parti sono vecchie e consumate. L'entrata della stazione di South Bermondsey è inquietante per certi versi ma affascinante per via di tutte le storie che si raccontano sul Millwall e sul The Den, sul Millwall Brick e sugli Hooligans.