derbyderbyderby calcio estero Vinicius-Prestianni, Luisão attacca il Benfica: “Non nascondo la mia preoccupazione, fatto grave”

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Vinicius-Prestianni, Luisão attacca il Benfica: “Non nascondo la mia preoccupazione, fatto grave”

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L'attuale direttore tecnico dei lusitani ha rivolto altre accuse al suo club dopo sulla vicenda che ha coinvolto Prestianni e Vinicius
Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 

Nonostante la squalifica inflitta a Gianluca Prestianni, la vicenda che ha coinvolto il giocatore del Benfica e Vinicius non si è ancora chiusa. A prendere posizione, nuovamente, è stato Luisão, brasiliano ed ex capitano della squadra lusitana, il quale ha ancora una volta criticato la sua vecchia squadra per la condotta avuta in merito alle accuse di razzismo da parte del brasiliano del Real Madrid.

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Luisão attacca il Benfica: "Fa male vedere il club soffrire per mano di chi cerca di sminuirlo"

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Non si placano ancora gli animi sulla vicenda Vinicius-Prestianni. Il calciatore del Benfica, come ricordiamo, è stato sospeso dalla UEFA per la sfida di ritorno contro il Real Madrid a seguito di una presunta frase razzista rivolta al brasiliano al da Luz. Nonostante tutto c'è ancora qualcuno ad avere qualcosa da dire. Stiamo parlando di Luisão, ex difensore e capitano delle Aquile, oggi direttore tecnico del club lusitano.

Il classe '81 non ha preso bene la posizione del suo club in merito alle accuse rivolte dal numero 7 dei blancos. "Come ex capitano e come persona che ha dedicato così tanti anni della sua vita al Benfica, non posso nascondere la mia preoccupazione - afferma il brasiliano con passaporto portoghese - Con mio grande stupore, la reazione istituzionale è stata quella di avallare immediatamente la dichiarazione del giocatore accusato, senza, a quanto pare, alcun genuino interesse a indagare sui fatti dopo una denuncia così grave".

L'ex capitano del Benfica, che insieme a Veloso è il giocatore con più presenze con le Aquile, si rammarica anche del fatto che il nome di Eusébio sia stato utilizzato per cercare di difendere la presunta innocenza del giocatore argentino. "L'uso dell'immagine di Eusébio, la nostra più grande leggenda, come scudo che protegge il club dall'essere fallibile nella lotta contro il razzismo è stato, come minimo, doloroso, così come i numerosi tentativi di screditare la vittima".

Lo spiacevole episodio tra il difensore argentino e l'attaccante brasiliano sembra abbia scalfito la credibilità del Benfica sulla sua lotta contro il razzismo: "Il Benfica è sempre stato più grande di qualsiasi circostanza - continua - Si è sempre presentato come un'istituzione di valori, di dimensione umana e di responsabilità storica. Oggi, tuttavia, stiamo vivendo un altro tipo di crisi, molto peggiore, perché è morale".