derbyderbyderby calcio estero Matuidi scende in campo con la FIFA: “Il razzismo si batte insieme, fuori l’odio dalle curve”

LA BATTAGLIA DEL CALCIO

Matuidi scende in campo con la FIFA: “Il razzismo si batte insieme, fuori l’odio dalle curve”

Matuidi scende in campo con la FIFA: “Il razzismo si batte insieme, fuori l’odio dalle curve” - immagine 1
Blasie Matuidi scende in campo nella grande battaglia per ripulire gli stadi. L'ex Juve fa il punto sui progressi fatti e lancia un messaggio potente a tutto il mondo del calcio per estirpare l'odio dalle curve
Francesco Intorre

Il calcio è lo sport più bello del mondo, ma ha un cancro che fatica ad estirpare, ovvero i buu, gli insulti e le discriminazioni che ancora sono presenti in molti spalti. Blaise Matuidi tutto questo l'ha vissuto sulla propria pelle durante la sua carriera, anche in Italia, e oggi ha deciso di dire basta in modo definitivo. L'ex centrocampista del Paris Saint-Germain non si è limitato alle solite dichiarazioni di facciata o interviste di rito, ma è entrato attivamente nella task force della FIFA contro il razzismo. Un ruolo operativo per ripulire le curve e i campi di tutto il mondo.

L'attacco della FIFA contro il razzismo

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"Forti insieme".  Non è solo uno slogan da stampare sulle magliette prima del fischio d'inizio o da mettere sui cartelloni a bordo campo, ma un vero e proprio manifesto programmatico. L'impegno in prima linea del centrocampista francese certifica che i vertici del calcio stanno finalmente cercando di passare dalle parole ai fatti. Matuidi ha fatto il punto della situazione regalando ai tifosi un prospettiva incoraggiante, la situazione sta migliorando. Le sanzioni più dure per i club, le telecamere ad alta definizione negli stadi, e soprattutto la presa di coscienza dei giocatori, oggi pronti ad abbandonare il campo e fermare la partita, stanno dando i propri frutti. La percezione sta cambiando e le mosse della FIFA contro il razzismo stanno funzionando.

Il coraggio di metterci la faccia

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Serve fegato per combattere l'ignoranza dei razzisti. E a Blaise, il fegato, non è mai mancato, nè in mezzo al campo, nè oggi che indossa giacca e cravatta per difendere la dignità dei calciatori più giovani. Metterci la faccia significa esporsi alle critiche, ma significa anche dare un esempio fondamentale. Per i tifosi veri, quelli che amano il calcio in modo viscerale, vedere un campione del mondo lottare per i diritti civili è un motivo di grande orgoglio. Il calcio deve unire le piazze, non dividerle per il colore della pelle.

FIFA contro il razzismo

Una partita da vincere sugli spalti

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Il traguardo, però, non è stato ancora tagliato. Se da un lato l'alleanza tra ex fuoriclasse e istituzioni sta funzionando, dall'altro basta un singolo episodio per ricordarci che l'odio è sempre dietro l'angolo. Ecco perchè l'ex bianconero insiste sul concetto di collettività. Club, tifoserie organizzate e famiglie devono remare esattamente nella stessa direzione. Non basta indignarsi il giorno dopo sui social network, serve isolare direttamente sui gradoni dello stadio, indicandoli alle forze dell'ordine. La partita più importante si gioca fuori dal campo, e questa volta il mondo del calcio non può permettersi passi falsi.