Sull'orlo del baratro, fanno discutere le dichiarazioni del tecnico francese. Soprattutto, il paragone con la squadra di Luis Enrique

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Euforia da derby bretone, strade cittadine rosso fuoco per il Brest dopo l'impresa di Nantes

Il Nantes è con le spalle al muro, ma Halilhodzic - tecnico bosniaco - non accetta la narrazione di una squadra allo sbando. A poche giornate dalla fine della Ligue 1, con la retrocessione sempre più vicina, il tecnico difende il lavoro svolto e rilancia con convinzione: “Non siamo così male come alcuni vogliono far credere”. Parole forti, accompagnate da un paragone sorprendente che chiama in causa il PSG, simbolo del calcio europeo di alto livello. Secondo l’allenatore - come riporta RMC Sport - infatti, i suoi giocatori corrono persino più dei parigini, segnale di un impegno che però non si traduce in risultati concreti. Una presa di posizione che fotografa tutta la frustrazione del momento, ma anche la volontà di non arrendersi in un finale di stagione che appare sempre più complicato e carico di tensione.

Nantes

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Classifica critica e numeri che non bastano: il Nantes aggrappato a un miracolo

La classifica, però, racconta una realtà durissima: il Nantes è penultimo, a cinque punti dalla zona play-off occupata dall’Auxerre, e rischia già nel prossimo turno di salutare la Ligue 1. Per tenere accesa una fiammella di speranza servirà un percorso perfetto, a partire dalla sfida contro il Marsiglia, da vincere per poi provare a ripetersi contro Lens e Tolosa, sperando allo stesso tempo in un crollo delle rivali. Uno scenario che rasenta il miracolo, soprattutto considerando che con Halilhodzic in panchina non è ancora arrivata una vittoria, ma solo tre pareggi e tre sconfitte. L’ultimo successo risale al 22 febbraio contro il Le Havre, un ricordo ormai lontano.

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Eppure il tecnico insiste: “Non siamo lontani. Se si guardano le statistiche, non siamo messi così male come si dice”. Poi il paragone che ha fatto discutere: “Il PSG ha percorso 109 km contro il Bayern, noi 113 contro il Rennes. È roba di altissimo livello”. Numeri che evidenziano intensità, ma anche tutti i limiti di una squadra poco precisa e poco concreta. “Quando hai così tante occasioni… qualità dei passaggi, precisione… non stiamo giocando bene”, ammette. Nonostante tutto, Halilhodzic non si pente della scelta: “Abbiamo dato energia, ma non è stata ricompensata”, lasciando intuire un addio ormai vicino.

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